Bowling Enjoi Asti tra riapertura e lockdown: un futuro incerto per i suoi 15 dipendenti

Era la primavera del 1992 quando arrivò ad Asti il Bowling, una disciplina sportiva che ha forse origini più remote di qualsiasi altro sport. Alcuni archeologici, effettuando lavori di scavo in tombe egiziane (che risalgono a circa 7.000 anni fa), hanno riportato alla luce oggetti rassomiglianti ai moderni birilli.

Gli astigiani si avvicinarono subito a questo sport partecipando numerosi, nell’impianto a 16 piste di Vaglierano, agli eventi organizzati, alcuni dei quali, a soli due mesi dall’a-pertura, entrarono a fare parte del calendario del “Maggio Sport”. Oltre all’attività agonistica e amatoriale, nacquero sin da subito i Tornei riservati alle Scuole Medie e Superiori (che promuovevano i vincitori alle finali nazionali), ai Comitati Palio e agli Enti Pubblici. E fu realizzata anche un’area giochi per i bimbi.

Nel 2010 l’inaugurazione di un nuovo Bowling in c.so Torino, il Red & Black, aperto sino al settembre 2018, quando l’impianto, dopo diversi cambi gestionali, spense le insegne.

Da circa 2 anni la struttura, nel frattempo completamente rinnovata e rigenerata negli impianti e nelle aree giochi ed accoglienza, è stata rilevata da Giovanni D’Amato, imprenditore milanese, neofito del settore, già pronto alla riapertura nella primavera scorsa, ma “bloccato” sul nascere dalla pandemia. Nello scorso mese di settembre la riapertura con la nuova denominazione di Enjoi Center. Poche settimane ed il nuovo lockdown, la chiusura, ed ora l’attesa per un nuovo inizio, anche per garantire l’occupazione di una quindicina di dipendenti ai quali (grazie alla sua caparbietà) nei giorni scorsi è stata riconosciuta la cassa integrazione.

L’Enjoi Center Asti è entrato recentemente a fare parte dell’ A.N.B.I., Associazione Nazionale Bowling e Intrattenimento, costituita da un gruppo di imprenditori del settore. Una iniziativa, promossa dal presidente Marco Raganini, titolare dell’impianto Bowling di Fano, che ha incontrato da subito l’adesione convinta di Giovanni D’Amato.

“Molto del nostro lavoro – dice D’Amato – è orientato a rispondere alla voglia di divertimento di giovani e meno giovani ma anche di altre categorie, disabili, giocatori e studenti. Siamo luoghi importanti nel difficile compito della socializzazione e del sano divertimento, e di questo ne siamo ben consapevoli.”

Dopo oltre sessant’anni di attività di bowling in Italia gli imprenditori del settore hanno capito quanto sia importante unirsi per far sentire la propria voce e Giovanni D’Amato ha compreso come questa esigenza sia importante.

“Stiamo muovendo i primi passi – dice D’Amato – ma non è facile vista la situazione emergenziale. Gli impianti di bowling sono in grave sofferenza in tutta Italia. Il nostro comparto non è mai stato indicato nei vari DPCM, considerato il più delle volte come sale giochi quando la nostra identità è ben diversa. Fin dall’apertura di settembre oltre al generale rinnovo dei locali abbiamo sostenuto tante spese per mettere i nostri locali in sicurezza. Ma la chiusura disposta a metà ottobre ci ha messo ancora di più in difficoltà. Oggi siamo davvero in grande sofferenza. Molti dei nostri associati, impossibilitati a sostenere la situazione, stanno meditando lo smantellamento delle loro attività.”

Si è partiti solo da qualche settimana e già i primi segnali positivi sono evidenti: quasi 70 gli impianti che hanno aderito e notevole è l’interesse di altre Associazioni di categoria.

L’obiettivo è ambizioso, essere l’Associazione di riferimento dell’intero comparto. E gli obiettivi sono ben chiari ai dirigenti di ANBI e a D’Amato: “Per fare in modo, da subito, che sia riconosciuto il nostro diritto nella determinazione dei Ristori, per sopravvivere e avere almeno una possibilità di riprendere il nostro lavoro e continuare a far divertire coloro che decidono di entrare nei nostri locali.”