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Lettere al direttore

Uniti si Può: “Passa il bilancio del Comune di Asti ma la città è ferma! Tutta l’opposizione costruisca l’alternativa a Rasero”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Gruppo Consiliare Uniti si Può di Asti.


Dopo sette giorni e cinque sedute consiliari on-line, ieri sera è stato votato a maggioranza il Bilancio Preventivo 2021 del Comune di Asti. Speravamo che la pandemia fosse un forte stimolo ad invertire la rotta per questa amministrazione, passando dall’ordinario allo straordinario, pensando e inventando una nuova strategia per la città. Purtroppo abbiamo assistito al solito rito dell’ordinarietà di una amministrazione ferma e priva di idee che, neanche di fronte ad un evento di eccezionale gravità e nonostante le risorse aggiuntive ricevute dal Governo nazionale, non è in grado di progettare un nuovo futuro per la nostra città.

Ancora una volta abbiamo assistito “al vuoto pneumatico”. Lo stesso Assessore alle finanze Berzano ha mestamente asserito “di non avere ali per volare”, non auspicavamo certo di assistere a “voli pindarici” ma nemmeno ai tentativi goffi e maldestri delle galline quando tentano di librarsi in aria. La città è ferma, in declino, ha perso ogni capacità di indirizzo sul territorio provinciale, è incapace di pensare ad un futuro di rilancio. L’Amministrazione governa il giorno per giorno, senza capacità di progettazione per il futuro, senza alcuna visione strategica, rispettando religiosamente la “regola del silenzio” che impone di non trattare gli argomenti nevralgici e affidandosi di tanto in tanto ad iniziative di propaganda per conservare consenso.

L’ultima l’abbiamo scoperta proprio in una di queste serate, quando il Sindaco ci ha casualmente avvertito che 350.000 euro di trasferimenti dello stato saranno elargiti ad una platea di circa 1500 commercianti ed artigiani. Tale cifra non cambierà assolutamente il destino di chi la otterrà – più o meno 200 euro ad attività – ma, investita, avrebbe potuto rappresentare un intervento di sviluppo importante per un’Amministrazione che dice di non avere ali per volare: magari proprio per il rilancio del commercio cittadino messo in crisi dagli iper-centricommerciali il cui atterraggio nel nostro territorio sembra l’unica idea di sviluppo locale di questa Amministrazione. L’ennesima possibilità di progettare il futuro immolata nel nome della pubblicità.

Le Aziende astigiane: ASP e GAIA, pur avendone il Comune la maggioranza azionaria sono ormai fuori dal governo di Asti. Entrambe le Aziende sono, di fatto, governate dai soci privati che mirano agli interessi delle loro Aziende e non del territorio di Asti. Abbiamo evidenziato, nella discussione sul Bilancio, tutta una serie di manchevolezze relative al controllo del Comune su ASP e GAIA; Sindaco e Giunta non hanno la capacità né di indicare un assetto di governance proficuo né di indirizzare le Aziende in una logica di difesa e sviluppo di tutto l’astigiano, poiché pensiamo che le due Aziende debbano svilupparsi e crescere in una logica di territorio provinciale. La dimostrazione di questa passività è data dal fatto che al momento non è stata fornita ad ANAC alcuna risposta relativa a quanto sollevato e richiesto, in termini di trasparenza su ASP, da ANAC stessa. Evidentemente Rasero non sa che “pesci pigliare”.

Il Comune di Asti: negli anni è andato gravemente a deteriorarsi nella sua organizzazione e quindi nella sua capacità di elaborare, progettare, mutuare, trovare risorse, gestirle, allocarle e spenderle. Non è certo una colpa dei pochi bravi dirigenti, funzionari e quadri che attualmente operano; è una colpa della “politica” che, negli anni, non ha investito, non ha formato, non ha favorito la crescita della sua macchina. La Giunta Rasero ha accentuato queste colpe affidandosi a consulenze esterne che hanno contribuito al depauperamento della “macchina comunale”.

La Sanità: il Sindaco, che pure ne ha la responsabilità, non indirizza e non governa la Sanità Astigiana. Il Cardinal Massaia, fiore all’occhiello della Sanità piemontese fino a pochi anni or sono, sta perdendo valore assistenziale a favore di Alessandria e ora di Verduno: lo si è visto bene in questa seconda ondata quando una grande quantità di servizi sanitari sono stati sospesi nel silenzio generale dei nostri Amministratori. Abbiamo liste di attesa insopportabili per i cittadini, eppure il Sindaco è totalmente avulso da una situazione che giorno per giorno va deteriorandosi.

Opere pubbliche, progettazioni, crescita e lavoro: Rasero si affida all’atterraggio di nuovi iper- mercati distruggendo il commercio cittadino; nessun intervento progettuale sugli immobili in disuso, nessuna idea, nessuna capacità nell’uso programmatorio della leva urbanistica. Lo scenario è un ambito cittadino che degrada tra sporcizia e abbandono.
Dobbiamo pensare ad un cambiamento e farlo in fretta!

Asti, 12/12/2020
Gruppo Consiliare UNITI SI PUO’
Michele Anselmo
Mauro Bosia