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Le Rubriche di ATNews - Il Tri-angolo di Mengozzi

Il Tri-angolo di Mengozzi: Un bambino che studia musica

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Dodicesimo appuntamento del 2020 con la rubrica mensile che arricchisce le proposte per i lettori di Atnews.it.

Un bambino che studia musica

Quante volte abbiamo sentito dire che con la cultura non si mangia e che la musica non serve a niente? In qualità di musicista conosco bene la straordinaria efficacia della musica e come docente ho avuto modo di verificare sul campo l’enorme ausilio che essa fornisce ai ragazzi: pertanto penso che tali affermazioni non meritino nemmeno una replica. È invece molto importante che si conoscano i benefici di cui si avvantaggia chi suona uno strumento musicale. Gli effetti della musica sul nostro cervello, comprovati dalle neuroscienze, sono infatti molteplici e del resto la musica è utilizzata anche in ambito medico, in terapie psicomotorie, per mantenere un determinato stato mentale in pazienti sottoposti a delicati interventi al cervello. La musica attiva particolari aree cerebrali e favorisce la produzione di quelle stesse endorfine che procurano la sensazione di piacere. Ma non basta ascoltarla. Per poter giovarsi appieno di questo toccasana è importante che un bambino intraprenda lo studio di uno strumento musicale. Le ragioni sono molteplici e mi limiterò a citarne soltanto alcune.

Innanzitutto la musica crea ponti, aiuta la socializzazione e mette in intima relazione persone diverse per estrazione sociale e culturale, abbatte le differenze di ogni genere, mira dritto alla parte più recondita dell’essere umano. Ho visto molti ragazzini trovare proprio nella musica una forma privilegiata per esprimersi, spesso meglio che con le parole. La musica rende empatici.

Il vostro bimbo è timido e fa un po’ fatica a socializzare con gli altri bambini? Quale modo migliore per aiutarlo ad aprirsi se non attraverso la musica! Immaginatelo quando suonerà in gruppo con gli altri bambini: ogni bambino rappresenterà un piccolo ingranaggio di un meccanismo meraviglioso, tutti assieme saranno una squadra che attraverso la cooperazione raggiungerà l’obiettivo di produrre il brano attraverso i suoni. Da una simile esperienza il bambino apprenderà la dinamica del lavoro di gruppo, la reciprocità, il rispetto, creando i presupposti per applicare questo schema in futuro quando sarà adulto, ad esempio nel contesto lavorativo. E forse un giorno sarà apprezzato per la capacità di lavorare in armonia con i colleghi, per quel suo senso di responsabilità e per la propensione alla collaborazione.

Se invece il vostro bambino è parecchio vivace ed estroverso, magari un po’ impulsivo e talvolta sembra attivare il cervello solo dopo aver compiuto un gesto, allora la musica lo potrà aiutare a concentrarsi maggiormente ed a prefigurarsi l’intero processo attraverso un’ordinata e razionale sequenza di fasi: per produrre un determinato suono, ad esempio, non si gettano le mani a caso sulla tastiera per poi ascoltare cosa ne vien fuori, bensì dapprima si legge la nota sullo spartito, poi si immagina quale sarà il gesto da compiere e solo al termine di questo processo mentale ci si attiva fisicamente e si va a premere il giusto tasto del pianoforte. Insomma…prima si pensa bene a ciò che si deve fare e solo dopo si agisce!

Capire la struttura dei brani fornirà inoltre al vostro bimbo una chiave di lettura privilegiata della realtà; la profondità dei brani lo spronerà a guardare anche dentro se stesso e non solo al mondo materiale, svilupperà la sua sensibilità; riuscire finalmente ad eseguire un brano, dopo settimane di tentativi e di studio, rafforzerà l’autostima; e dedicare un po’ di tempo al pianoforte ripetendo molte volte un passaggio difficile sino a quando non lo si è imparato, sarà anche una delle più grandi lezioni di vita che possa ricevere: ovvero capire che ogni cosa costa impegno e fatica, che nulla è automaticamente dovuto e che non c’è cosa più piacevole che guadagnarsi le cose belle.

Fabio Mengozzi

“Il Tri-angolo di Mengozzi” prende spunto da un intervento sul nostro quotidiano del musicista astigiano di fama internazionale Fabio Mengozzi, compositore, pianista, direttore d’orchestra e docente di musica, in seguito ai fatti di Corinaldo (clicca QUI).

L’obiettivo della rubrica è quello, sempre nel massimo rispetto delle scelte musicali di tutti, di fornire con nozioni semplici un punto di vista alternativo da quello che offrono ogni giorno i media, di educare ed indirizzare i giovani alla musica profonda, spirituale, in modo da ampliare le possibilità di scelta nell’ascolto della musica.

 

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