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Covid: SOS truffe difendere Made in Piemonte

Sequestrate oltre 100 mila confezioni pre-imballate di ortaggi, funghi e olive spacciate per italiane, urgente revisione delle leggi sui reati alimentari

Sequestrate dalla Guardia di Finanza di Torino oltre 100 mila confezioni pre-imballate di ortaggi, funghi e olive venduti con l’indicazione di origine italiana ma coltivate, lavorate e confezionate in Spagna, Francia e Ungheria.

Con l’emergenza Covid è rischio truffe sugli scaffali con 1 prodotto alimentare su 10 risultato irregolare ai controlli (10,1%), con timori per la salute ed il portafoglio dei consumatori ma anche concorrenza sleale nei confronti dei produttori e commercianti onesti già provati dalla crisi provocata dal virus. E’ quanto afferma Coldiretti in occasione dei sequestri di cibo da nord a sud della penisola.

“Bene che avvengano questi controlli, anzi è importante intensificarli per combattere l’inganno dei falsi spacciati per Made in Italy, in una situazione in cui, con l’emergenza Covid, + ancora più importante sostenere le produzioni locali, sulla scia della campagna #MangiaItaliano per sostenere l’economia ed il lavoro dei nostri imprenditori -spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale –. La contraffazione è un crimine particolarmente odioso perché mette a rischio la salute delle persone, si fonda sull’inganno e colpisce, soprattutto in questo periodo di crisi con l’emergenza Coronavirus, quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti ad acquistare alimenti a basso costo. Le eccellenze Made in Piemonte sono un primato da difendere con l’ottima attività messa in campo dalla forze dell’ordine che va, però, accompagnata dalla revisione delle leggi sui reati alimentari con la proposta a costo zero elaborata da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio agromafie promosso dalla Coldiretti per introdurre nuovi sistemi di indagine e un aggiornamento delle norme penali adeguate a combattere le frodi agroalimentari diventate più pericolose con l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali”.