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Regione Piemonte, la situazione attuale dell’epidemia covid19

Dati al 17 novembre assessorato alla sanità del piemonte analisi servizio di riferimento regionale di epidemiologia (seremi)

L’Assessore della Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha esposto questi aggiornamenti in merito alla situazione attuale dell’epidemia di Covid-19 durante la conferenza stampa del 19 novembre 2020.

“Possiamo riconoscere l’avvio della nuova ondata epidemica in Piemonte a partire dal 20 luglio, infatti settimana (20.07-26.07) era la prima settimana dal 12.04 nella quale il numero dei casi era superiore a quello registrato nella settimana precedente. Possiamo suddividere questa seconda ondata in una fase a “crescita lineare”, una fase a “crescita esponenziale” che non si distinguono solo per velocità di evoluzione del numero dei casi ma anche per le caratteristiche dei casi.”

Grafico1: Andamento complessivo epidemia dal 17.02 al 17.11

Regione Piemonte, la situazione attuale dell’epidemia covid19

Grafico2: Andamento delle epidemia a partire dal 14.09 – 17.11

Regione Piemonte, la situazione attuale dell’epidemia covid19

La fase a crescita lineare
A partire dal 20 luglio l’andamento crescente seguiva un trend pressoché lineare, in quella fase l’epidemia
progrediva lentamente. Dagli 81 casi osservati nella settimana tra il 20.07 e il 26.07 si giunge dopo sei
settimane a contare 523 casi nella settimana (07.09-13.09). In quel periodo di otto settimane una frazione
consistente dei casi erano casi d’importazione (fino al 59% del totale), ovvero casi positivi la cui esposizione
era avvenuta fuori regione.

Regione Piemonte, la situazione attuale dell’epidemia covid19

La fase esponenziale
A partire dal 14.09 la velocită di evoluzione dell’epidemia accelera fino ad assumere il caratteristico
andamento esponenziale a metà di ottobre. La fase di crescita esponenziale si manifesta chiaramente fra il
5 e il 19 ottobre, quando il numero dei casi per settimana raddoppia rispetto al numero dei casi contati la settimana precedente. L’incremento percentuale superiore al 100% calcolato fra due periodi consecutivi di sette giorni caratterizza la crescita di questa fase dell’epidemia.
A partire dalla settimana 26.10-01.11 si nota un rallentamento della crescita del numero di casi, che non
raddoppia più tra una settimana e la successiva. Infine nell’ultima settimana completa (09.11-15.11) si
registrano 26.683 casi che corrispondono a un incremento del 5% rispetto alla settimana precedente.
Per avere un quadro realistico bisogna tenere conto che a partire dalla settimana 19.10-25.10 sono stati introdotti i test antigenici e l’ultimo periodo (a partire dal 2.11) sembra confermarsi come una fase di rallentamento dell’epidemia, come mostrato nelle ultime due colonne della tabella 1 e dall’inizio di appiattimento della media mobile sul grafico 2.

Andamento dei casi per classi di età
L’analisi dei tassi d’incidenza dei casi suddivisi per classi di età conferma una flessione dei tassi già a partire dal 26.10 per le classi di età 11-13 anni e 14-18 anni.
Dal grafico si osserva che le classi 0-2 anni e 3-5 anni presentano i tassi di incidenza più bassi (inferire ai 200
casi per 100.000) ed a evoluzione più lenta, la classe di età 6-10 evolve come le prime due ma in modo solo
di poco più veloce (sotto i 300 casi per 100.000), invece evolvono in modo sincrono le classi di età 11-13
anni e 14-18 anni.
Infine la popolazione con età superiore a 18 anni mostra una apparente flessione nella crescita del tasso di incidenza nell’ultima settimana (sotto i 700 casi per 100.000 abitanti).

regione

Disaggregando le classi di età dei >18 anni osserviamo che le classi di età 19-24 anni mostrano una flessione la settimana 09.11-15.11 con un tasso di incidenza di poco superiore ai 600 casi per 100.000 abitanti, mentre le classi di età 24-44 anni e 45-64 anni pur mostrando un rallentamento nell’ultima settimana si collocano poco sopra i 700 casi per 100.000 abitanti.
Invece, le cassi di età 65-84 anni e over 85 mostrano un andamento crescente pressoché lineare a partire dal 05.10, sebbene con velocità differenti dei tassi di incidenza.
La classe di età 65-85 è crescita al ritmo di 177.4 casi per 100.000 in più ogni settimana nelle ultime 6
settimane, raggiungendo i 900 casi per 100.000 nell’ultima settimana, mentre la classe di etă over 85 è
cresciuta al ritmo di 85.8 casi per 100.000 in più ogni settimana, raggiungendo 432 casi per 100000 abitanti
nell’ultima settimana.

regione

Osservazioni
Sembra osservarsi con chiarezza un rallentamento generale dell’epidemia, infatti appare nelle ultime due settimane una inversione di tendenza nella classi di età più giovani soprattutto nelle fasce di età della scuola secondaria 11-13 e 14 18 anni.
L’inversione di tendenza appare invece solo nell’ultima settimana per la classe di età che raccoglie gli studenti universitari (19-24 anni) e le classi di età dei più piccoli 0-2, 3-5, 6-10 anni.
Si nota solo una lieve flessione nelle classi di età tra i 25-64 anni ma non un’inversione di tendenza.
Infine le classi di età più fragili mostrano ancora una netta tendenza crescente, segno di una continua circolazione virale in quelle classi di età.

Conclusioni
I dati delle ultime tre settimane mostrano più di un segnale che sembra avvallare l’efficacia delle misure di contenimento adottate dalla Regione Piemonte, già a partire dal 26 ottobre, prima della qualificazione di “zona rossa” (coprifuoco, didattica a distanza, ecc͙).

Tuttavia l’esperienza passata ci invita a mantenere ancora prudenza
La fase di picco della prima ondata dell’epidemia durž 5 settimane per il sovrapporsi alla fase già discendente dell’epidemia nella popolazione generale l’epidemia nella case di riposo / RSA; inoltre l’effetto di sovrapposizione prolungò la fase discendente per ulteriori 11 settimane fino ad arrivare a registrare meno di 10 casi al giorno (13.07-19.07). Appare dunque chiaro che oculate misure di contenimento contribuiscono a ridurre il tempo di durata del picco epidemico e della fase discendente, con conseguenti effetti di allentamento della forte pressione sulla rete ospedaliera piemontese.