Lettere al direttore

Giovanni Boccia: “Cancellare il debito estero dei Paesi più poveri? Ma per favore!”

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Riceviamo e pubblichiamo


Ci risiamo signor Direttore. Ciclicamente viene tirata in ballo l’idiozia del “Cancelliamo, in questa emergenza o in questo particolare momento storico, il debito estero dei Paesi più poveri”. Ma a che servirebbe? Era già successo con l’anno Santo del 2000, ed alcuni degli Stati creditori, abboccarono condonando circa il 10% di quanto dovuto. Da allora, secondo voi, è forse cambiato qualcosa, in detti Paesi? Niente, meno di niente. Poi, con l’elezione dei nuovi Papi (Benedetto e Francesco), ecco che i buonisti ritornarono alla carica, riproponendo il ”bel gesto” biblico di condonare il debito. Poi, a suo tempo, hanno pure tirato in ballo il dramma dell’Ebola e adesso l’emergenza Covid.

E’ ovvio, signor Direttore, che dai nostri comodi divani è ben facile “aderire e sostenere convintamente tale lodevole iniziativa”, tanto…… son soldi persi. Per mia conoscenza diretta, ribadisco che la triste realtà è ben altra. A che servirebbe azzerare il debito del Burundi, dove il suo Presidente ha, come unico obiettivo, il continuo acquisto di armi lasciando la popolazione in situazioni miserrime. Ed il Ruanda? Dove il Presidente/padrone guadagna Settantacinquemilioni di euro annui (controllate su internet). Sia chiaro, se li “suda” ogni anno, tutti gli anni fin dal lontano 2000 (presa del potere). In questo Paese, per alcune elementari, ci sono scolari che non hanno i 20 (venti) euro annui per pagare le relative tasse scolastiche. A cosa
servirebbe condonare il debito al poverissimo Bangladesh, dove lo sport nazionale è perseguitare i pochi cristiani? E che ne farebbe la Somalia dell’eventuale denaro risparmiato, se non quello di aumentare ulteriormente la pratica dell’infibulazione?

Ho qui riportato, signor Direttore, alcuni esempi al solo titolo esemplificativo. Ebbene, non sono contrario a priori alla cancellazione del debito, ma…… ad una semplice condizione. Se io ti condono, ad esempio, 500.000 euro, in cambio tu non fai pagare le tasse a quegli scolari e studenti indigenti, per la cifra equivalente in Burundi. Se io ti condono 1.000.000 di euro, in cambio tu acquisti cibo per gli affamati della periferia di Nairobi. Se io ti abbuono una certa cifra, tu darai la tessera sanitaria (che da diritto ad un minimo di servizi) a tanti cittadini poverissimi, fino a raggiungere la cifra pattuita. Ecco signor Direttore, non bisogna condonare il debito, ma più semplicemente diminuirlo poco per volta, obbligandoli però ad effettuare quei minimi interventi di base, utili ai loro stessi cittadini, per la cifra equipollente.
Ah dimenticavo……il tutto controllato solo ed esclusivamente da un incaricato dell’Unione Europea, e che sia obbligatoriamente un cittadino danese. Perché della Danimarca? Semplice, è il Paese meno corrotto al mondo.

Asti, 15 novembre 2020
Giovanni Boccia
Consigliere Comunale di Asti

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