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Casa di Riposo Città di Asti: CGIL, CISL e UIL confermano lo sciopero del personale e il presidio davanti al comune

Sciopero dei lavoratori il prossimo 6 novembre

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Videoconferenza stampa questa mattina, mercole 4 novembre, dei sindacati per illustrare i motivi dello sciopero del 6 novembre 2020 del personale della Casa di Riposo Città di Asti.

In videocollegamento erano presenti Roberto Gabriele, segretario generale della Cgil FP di Asti, Sergio Melis segretario generale della Cisl FP Asti, Dino Penso segretario provinciale della UIL Fpl di Asti e Alessandro Delfino, funzionario Cisl Fp.

Nei loro interventi i rappresentanti sindacali hanno ribadito quanto già espresso la scorsa settimana nel comunicato stampa congiunto confermando lo sciopero del personale di venerdì prossimo, 6 novembre, e il presidio davanti al comune di Asti sempre venerdì, alle 10, ovviamente nel massimo rispetto delle normative previste (si attendono le nuove disposizioni dopo la firma del nuovo DPCM).

CGIL, CISL e UIL, hanno ribadito la contrarietà a tale ipotesi, hanno chiesto con forza l’impegno delle Istituzioni locali per tentare di mantenere la gestione diretta dell’ente che ricordano essere il secondo in Italia e il primo in Piemonte per dimensioni tra le strutture pubbliche.

“La Casa di Riposo Città di Asti è stata abbandonata per lunghi anni dalla politica e da coloro che siedono nei luoghi della decisione istituzionale, per questo salvarla è dovere della politica.I grandi assenti e silenti al tavolo della discussione sono stati proprio coloro che dovrebbero decidere d’investire i soldi della collettività non in cattedrali nel deserto, ma nel futuro della Casa di Riposo, perché è nell’interesse degli abitanti del territorio astigiano. Si svende, invece, al privato, che per definizione dovrà cercare il margine di guadagno, e in prospettiva si corre il rischio di aumentare i costi per la collettività, trasformando l’ente in una realtà che dovrà prima fare profitti e poi adempiere alla sua “mission”. È necessario che la Regione non si chiami fuori, ma investa nella Casa di Riposo Città di Asti per farne uno dei pilastri della sanità territoriale, dando gambe a enunciazioni che finora sono state solo di principio. È necessario che il Comune di Asti, e tutti i Comuni interessati, non si chiamino fuori, ma facciano sentire la loro voce e il loro peso per indurre la Regione a non smantellare una risorsa fondamentale per la collettività. È necessario che la Provincia non si chiami fuori e coordini una forte iniziativa di sostegno al mantenimento in vita della Casa di Riposo così com’è oggi.È necessario che l’ASL AT offra tutto il sostegno fattivo per la sostenibilità della Casa di Riposo. È necessario che il Commissario della Casa di Riposo si assuma la responsabilità di verificare altre soluzioni possibili oltre a quella della privatizzazione.Occorre che tutti gli abitanti del territorio astigiano sappiano che si sta lasciando morire una realtà che nel corso degli anni ha sostenuto in modo importante le famiglie in difficoltà, i cui cari erano non autosufficienti” ribadiscono all’unisono i rappresentati sindacali.

 

 

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