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Aumenta il costo dei buoni mensa nell’Unione Terre del Tartufo, Comuni al lavoro per sostenere le famiglie degli studenti

In un periodo così difficile come quello attuale, dove le cose cambiano da un momento all’altro per via dell’emergenza sanitaria in corso e del susseguirsi di interventi per gestire la situazione, l’Unione Terre del Tartufo ha dovuto fare i conti con alcuni interventi per la gestione della mensa dell’IC di Moncalvo, dopo che l’istituto ha evidenziato la necessità di richiedere alcuni servizi aggiuntivi alla società affidataria del servizio, la Dussmann, per garantire la sicurezza della ristorazione scolastica.

“A causa dei costi sostenuti dall’impresa che effettua il servizio di ristorazione scolastica per applicare i protocolli anti-covid, il costo del buono pasto dallo scorso 30 ottobre  ha subìto un aumento: il costo salirà a 5 euro dagli attuali 4,50 euro.” – informa con una nota il Comune di Moncalvo. Dietro all’aumento, che sicuramente non farà piacere ai genitori degli alunni frequentanti le scuole dei quattro paesi, è tuttavia intercorsa una trattativa tra il Sindaco, Christian Orecchia, e i gestori come spiega il Comune stesso: “Il rincaro richiesto dalla ditta era infatti di 0.90 euro a buono, ma dopo la trattativa è stato possibile abbassare a 0.60 euro per buono. Di questi 60 centesimi, la Giunta dell’Unione ha deciso di caricarne sui comuni 0.10 euro per buono e sulle famiglie i rimanenti 0.50 euro.”

La Giunta dell’Unione Terre del Tartufo, composta dai sindaci dei Comuni di Grazzano Badoglio, Moncalvo, Odalengo piccolo e Penango e presieduta dalla prima cittadina di Odalengo Piccolo, Mirella Panatero, ha deliberato l’aumento nell’ultima riunione, a fine ottobre, proprio dopo che, a fine agosto, era stato dato in affidamento alla Dussmann il servizio, andato in scadenza a fine anno scolastico 2019/2020. “Il capitolato, che prevedeva diverse migliorie – ci spiega Mirella Panatero – come l’uso di stoviglie bio, che implicano già di per sé un costo più alto per il gestore, ci aveva a fine agosto consentito di mantenere il prezzo dei buoni a 4,50 euro, costo fermo da oltre sei anni.

Adesso, invece, a distanza di due mesi, arriva questo aumento, reso necessario per garantire la sicurezza degli studenti “che è la nostra priorità e su cui nessuno discute” specifica Panatero, che però ci tiene a sottolineare come l’Unione, titolare del servizio del trasporto scolastico e della mensa nei quattro Comuni che ne fanno parte, sia stata scavalcata nel confronto per arrivare a questo aumento.
“Per il futuro mi auguro un maggiore confronto del plesso moncalvese con l’Unione – dichiara ad ATnews la presidente dell’Unione Terre dei Tartufi – perché la scuola ha richiesto specifici servizi per garantire la sicurezza ma noi siamo stati bypassati nella discussione con la ditta.”

Il Comune di Moncalvo, nella sua nota sull’argomento, spiega che “dei 60 centesimi di rincaro, la Giunta dell’Unione ha deciso di caricarne sui comuni uno 0.10 euro per buono e sulle famiglie i rimanenti 0.50 euro.” Ma non solo. L’Amministrazione della città aleramica ha fatto ancora uno sforzo per andare incontro alle famiglie, deliberando ieri, giovedì 5 novembre, un’ulteriore misura straordinaria. Il buono del blocchetto sale a 5 euro, ma sarà possibile per i residenti chiedere la restituzione della differenza di o,50 euro a buono (5 euro a blocchetto dal momento che un blocchetto contiene 10 buoni). In questo modo, il costo a carico delle famiglie è di fatto invariato a 4.50 euro a buono. “Le famiglie dovranno acquistare il buono tramite pagamento elettronico o bonifico, già richiesto ai fini dello sgravio fiscale. Presentando le ricevute a fine emergenza o comunque a fine anno scolastico la differenza derivante dai maggiori costi sostenuti verrà loro riconosciuta” spiegano Christian Orecchia e Andrea Giroldo, sindaco e vicesindaco di Moncalvo.

Anche gli altri tre enti facenti parte dell’Unione stanno facendo la loro riflessione su come intervenire, una riflessione che al momento non è ancora conclusa. – spiega a riguardo Panatero – Al momento non ci sono fondi che ci permettano di coprire questa parte di costo che però non si sa ancora a quanto potrà ammontare.” Infatti, il rincaro dei buoni riguarda i nuovi blocchetti, riguarderà solo il periodo dell’emergenza, “con la ditta è stato concordato e messo per iscritto che, terminata l’emergenza, il costo del buono tornerà a 4,50 euro” sottolinea la presidente. E poi ancora, con la seconda e la terza media in didattica a distanza, il servizio mensa da molti studenti non sarà usufruito. Per non parlare poi delle situazioni di eventuali classi in quarantena. Fare dei conti a priori su quanto costerà davvero questo rincaro e con quanto potrebbero intervenire i Comuni per coprirlo è prematuro.

“Siamo Comuni piccoli, abbiamo poche risorse, sicuramente la priorità sono legate al sostegno delle famiglie dei nostri paesi, ma con un principio sempre di par condicio.” Infatti, nei Comuni dell’Unione, non tutti i bambini frequentano il plesso di Moncalvo. “Da Odalengo Piccolo c’è chi frequenta a Murisengo, chi a Cerrina – ci illustra Mirella Panatero – da Grazzano Badoglio c’è chi va a Calliano, da Penango chi frequenta a Tonco, dunque dobbiamo essere sicuri di non fare discriminazioni tra le nostre famiglie. Non è una situazione semplice e per me, la cosa fondamentale è di non allarmarle ulteriormente in un periodo in cui purtroppo c’è già tanto di cui allarmarsi.”

Che da parte dell’Unione Terre dei Tartufi ci sia attenzione verso le famiglie di studenti e di tutelarli, sempre e comunque, è testimoniata anche dalla gestione del trasporto scolastico: “Tutti noi Comuni in cui i bambini utilizzano il trasporto con lo scuolabus dobbiamo sostenere dei costi superiori a causa dell’emergenza, e ben lo facciamo, senza ulteriori rincari dei costi del servizio per le famiglie. L’autista igienizza dopo ogni trasporto il pulmino, lo fa due volte al giorno, abbiamo anche acquistato uno ionizzatore per garantirne al massimo la sicurezza ogni volta che i bambini vi salgono, ma dell’aumento dei costi non si sono fatte carico le famiglie. Anzi, stiamo anche effettuando i rimborsi per la somma non utilizzata per il lungo periodo in cui le scuole sono state chiuse. Tutti abbiamo massima attenzione verso il sociale e lavoriamo per garantire aiuto e supporto a chi è in difficoltà.” conclude Panatero.