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Asti, più di trecento in piazza San Secondo contro il DPCM: “Servono cure urgenti per il lavoro” fotogallery video

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Il mondo dell’economia astigiana scende in piazza contro i DPCM. Cinque minuti di rumore fragoroso ha inondato piazza San Secondo per infrangere il muro di silenzio che cala sulla città alle 18.

Una manifestazione spontanea che è partita lo scorso lunedì e che oggi si è ritrovata di nuovo in piazza San Secondo con molti più partecipanti.
Sono più di trecento nel centro della città, rispetto ai settanta della scorsa settimana, sintomo che l’onda è cresciuta e così anche il malumore. Questa volta era presente anche il primo cittadino Maurizio Rasero, in prima linea per manifestare solidarietà alle attività commerciali.

L’iniziativa è nata da alcuni gestori di bar e locali astigiani in maniera spontanea: tra questi Daniele Zito del locale “I gatti randagi”, i titolari della palestra 080, del Fuoriluogo o del Bar Radici, ma poi l’adesione è dilagata a macchia d’olio.
“Servono cure per i ristoranti, servono cure per i bar, servono cure per le palestre, servono cure per chi in questo momento sta soffrendo questa situazione terribile – queste alcune delle rivendicazioni che sono state lette durante il flash mob – non chiediamo la modifica dei DPCM, non spetta alle Aministrazioni locali: a loro chiediamo sostegno immediato perché una città che abbassa le serrande è una città che non ha più una socialità e un tessuto economico”.
“Hanno chiuso le palestre per 75 giorni la scorsa primavera : la scure del Governo si è abbattuta contro l’attività motoria: qui in piazza ci sono tanti ragazzi che lavorano nelle palestre e nei centri sportivi e che chiedono solamente di poter lavorare”.

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