“La quarantena decisa dalla burocrazia”: l’appello delle famiglie chiuse in casa in attesa del secondo tampone

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Riceviamo e pubblichiamo l’appello di un gruppo di genitori con i figli che erano risultati positivi due settimane fa, che non riescono ad avere risposte dall’ASL per effettuare il secondo tampone.


LA QUARANTENA DECISA DALLA BUROCRAZIA
Siamo un gruppo di genitori di ragazzi frequentanti il doposcuola di Corso Torino in attesa del secondo tampone per i figli (primo tampone 8 e 9 ottobre), l’Asl non ci contatta e tantomeno riusciamo a prendere contatti; le risposte dei vari operatori sono tutte simili: bisogna aspettare la loro telefonata, non programmano loro i tamponi, alle mail rispondono che verremo contattati come da disposizioni regionali o non rispondono proprio.
Altro che 14 giorni…. si arriva a 16, 18 gg senza alcuna evidenza scientifica… Solo ritardi di burocrazia e uffici intasati… a questo punto passeranno i 21 giorni e diverremo liberi indipendentemente dall’esito del tampone, anche se c’è da chiedersi: 21 giorni da quando? Dall’ultimo contatto, dal tampone o dall’esito?

Ne vanno di mezzo le vite delle famiglie: genitori che non possono rientrare al lavoro, fratelli che non possono riprendere la scuola, figli di genitori separati costretti a non poter vedere neppure i famigliari…. E così l’intasamento di un comparto dell’Asl provoca disagi a decine di aziende e settori, oltre ai disagi causati da leggi che consentirebbero esclusivamente il tragitto casa-lavoro, lavoro-casa, come se le famiglie vivessero d’aria.
Va bene rispettare le regole per il bene della comunità, ma in queste ultime settimane ci siamo sentiti confusi e reclusi a causa della burocrazia e dell’incapacità di riuscire a gestire l’emergenza.
In queste settimane ne abbiamo sentite veramente di ogni, ma in questo momento, l’unica nostra reale necessità, è essere contattati dal SISP per l’appuntamento per il secondo tampone.

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