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Coldiretti Asti: “Servono interventi per maltempo e selvaggina”

In Piemonte 7 mila incidenti in 6 anni; l'81% degli italiani sollecita gli abbattimenti dei cinghiali

“Dal comparto zootecnico a quello risicolo, da quello florovivaistico all’apistico senza contare le infrastrutture, i macchinari ed i terreni sommersi: i danni del maltempo dei giorni scorsi ammontano ad oltre 300 milioni di euro per cui abbiamo chiesto alla Regione urgenti misure straordinarie oltre alla definizione delle procedure per poter ripristinare i terreni alluvionati affinché le nostre imprese danneggiate possano almeno tentare di recuperare parte delle loro produzioni, oltre che le relative strutture”. E’ quanto affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale nell’ambito del Consiglio di Coldiretti Piemonte, a cui hanno preso parte i vertici della Regione Piemonte. Alla presenza del governatore e del vicepresidente della Regione, Alberto Cirio e Fabio Carosso, si è posta l’attenzione, soprattutto, su due problematiche urgenti: oltre ai i danni causati dal maltempo, quelli provocati dalla fauna selvatica. Presenti i vertici di Coldiretti Asti, il presidente e il vicepresidente provinciale Marco Rggio e Gianfranco Torelli, il direttore Diego Furia, e il delegato provinciale e regionale Giovani Impresa Coldiretti Danilo Merlo.

Da nord a sud del Piemonte l’alluvione ha inondato oltre 7 mila ettari di riso prossimo alla raccolta, ha allagato numerosi vivai facendo perdere la produzione delle piante in vaso e danneggiando quelle in piena terra, ha colpito le mandrie di bovini e ovicaprini provocando l’affogamento di oltre mille capi, ha devastato intere vallate e ha fatto perdere oltre 3 mila arnie.

Coldiretti auspica che una parte dei primi 10 milioni stanziati dalla Regione possa andare agli imprenditori agricoli gravemente colpiti dal maltempo e che hanno già vissuto le criticità legate al Coronavirus. “E’ importante – sottolinea Reggio – risistemare le aree distrutte e la viabilità delle aree rurali, oltre a dare estrema priorità alla messa in sicurezza dei fiumi e dei torrenti con piani strategici e non con soli interventi d’emergenza”.

Un’altra partita importante è quella legata ai danni provocati dalla fauna selvatica: ancora troppi incidenti, l’ultimo anche mortale di due giovani sull’autostrada A26, che devono far riflettere e prendere tempestivi provvedimenti. “Occorrerebbe – rileva Furia – prolungare eccezionalmente il periodo di caccia in forma non selettiva e potenziare il numero di guardie venatorie per l’attività di controllo, nonostante le restrizioni imposte dal Covid, oltre ad occuparsi concretamente di coordinare il monitoraggio sui territori rispetto all’attuazione della caccia di selezione: non c’è tempo da perdere”.

In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici e oltre otto italiani su 10 (81%), secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. In Piemonte negli ultimi 6 anni si sono registrati 7.000 incidenti causati dalla fauna selvatica con una media pari a circa 1.200 incidenti l’anno, ma con la tendenza ad aumentare.