Unesco: grazie all’Associazione dei Paesaggi Vitivinicoli le memorie e le tradizioni delle vigne raccolte in un cofanetto

Libro e chiavetta USB per supportare le attività culturali e turistiche dei Comuni e delle aziende

Le tradizioni e la memoria dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, narrate in video attraverso la voce di chi ama le colline patrimonio dell’Umanità. E’ questo il prezioso contenuto del cofanetto che l’ente gestore del sito UNESCO sta inviando in queste settimane ai propri soci: Comuni, enti, ordini professionali, aziende private. Uno strumento per agevolare le attività culturali, turistiche e didattiche sul territorio.

E’ l’ultimo tassello del progetto Memorie e Tradizioni delle Vigne finanziato dal MIBACT tramite la legge 77/2006. “Con il contributo di tanti e autorevoli protagonisti del territorio – ricordano Gianfranco Comaschi e Roberto Cerrato, rispettivamente presidente e direttore dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato – abbiamo costruito e messo a disposizione del pubblico una piattaforma multimediale per la conservazione e la divulgazione della cultura del vino. L’obiettivo è offrire sempre nuovi stimoli ed emozioni a chi vive, lavora, studia e visita questo meraviglioso territorio”.

Il cofanetto contiene un volumetto con la descrizione del progetto e una chiavetta USB con i materiali video raccolti in due anni di lavoro. Il file più corposo è “Vite!”, il docufilm prodotto dall’Associazione per il Patrimonio con la regia di Tiziano Gaia.

cofanetto paesaggi unesco

Girato nell’arco di due anni, assecondando il ritmo immutabile delle stagioni, il film segue, ritratti nella loro quotidianità, potatori, vignaioli, bottai, mastri cantinieri, giovani studenti della scuola enologica di Alba, storici, ricercatori.

Vendemmie, feste e giochi popolari, architetture rurali, cantine avveniristiche accanto a ciabot e infernot: le immagini compongono un mosaico variegato e complesso, così come complesso è il tessuto socio-economico e culturale che anima uno dei distretti enologici più prestigiosi al mondo. Unite dal filo sottile e simbolico di un gomitolo, sul grande palcoscenico dei filari si intrecciano storie e tradizioni, memorie e speranze, sfide e ripartenze, come in ogni grande viaggio che si rispetti. E allora non è un caso che l’inizio del racconto sia affidato a quel mare ancestrale che un tempo ricopriva buona parte dell’attuale Piemonte. Un richiamo alle nostre origini, un passo dentro il mito. Perché di questo si tratta, ancora una volta: di miti eterni e imprescindibili. “Ecco – dice all’interno del film l’antropologo Piercarlo Grimaldi – speriamo che questo modello generazionale continui, si sappia mantenere e sappia narrare e ri-narrare incessantemente i miti di questo territorio”.

La chiavetta contiene inoltre 24 video-interviste ad esperti conoscitori del territorio e della sua cultura, letteraria e popolare, della filiera produttiva del vino, degli eventi e delle tradizioni.

cofanetto paesaggi unesco

Donne e uomini di Langhe-Roero e Monferrato, con la loro generosa testimonianza ci aiutano a ricostruire e a comprendere il mondo del vino, dalla conduzione del vigneto alle tecniche di vinificazione. Le tipologie costruttive e architettoniche delle nostre campagne con i loro materiali, dal mattone crudo alla pietra di cantone. E poi, ancora, i grandi scrittori del territorio (Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Davide Lajolo), i riti contadini e le feste religiose, i canti, le danze, il teatro popolare.

Il docufilm e le interviste sono inserite nell’ archivio multimediale della memoria, consultabile agevolmente da ogni parte del mondo che è già popolato da centinaia di file: fotografie, manifesti e cartoline d’epoca, filmati storici recuperati da archivi nazionali, video più recenti.

I temi proposti sono: la conduzione del vigneto, le tecniche di vinificazione, le feste e le tradizioni legate al vino, le produzioni tipiche locali connesse alla viticoltura, il calendario dei lavori in vigna, le ricette tradizionali.

“L’archivio è a disposizione di chiunque, pubblico o privato, vorrà depositare e condividere “pezzi” di memoria – ricordano Comaschi e Cerrato – siamo già in contatto con enti e fondazioni del territorio per attivare tutte le forme di condivisione in rete dei materiali legati alla cultura del vino”.