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Seggio elettorale di Montemarzo spostato a San Marzanotto: Uniti si può chiede chiarimenti

Per il Referendum Costituzionale dei prossimi 20 e 21 settembre i cittadini residenti nella frazione di Montemarzo si recheranno a votare presso il seggio istituito in frazione San Marzanotto in quanto le Scuole di Montemarzo, sede del seggio fino al 2019, sono state ritenute inadeguate ad ospitare la sezione elettorale, in modo particolare per le difficoltà di attrezzare il pernottamento delle forze dell’ordine.

A fronte di questa decisione i consiglieri comunali del Gruppo “Uniti si può” hanno inviato al sindaco di Asti Maurizio Rasero un’interpellanza per chiedere: se si tratta di una soluzione temporanea o se i Montemarzesi dovranno mettersi il cuore in pace e abituarsi ad andare a votare a San Marzanotto;  se non ritengano necessario preservare l’edificio delle Scuole di Montemarzo attraverso un restauro complessivo; se non ritengano necessario un adeguamento di tale edificio affinché possa continuare ad essere almeno sede del seggio elettorale e delle associazioni locali; se abbiano invece ormai deciso di abbandonare l’edificio condannandolo così a divenire
irrecuperabile nei prossimi anni; se non ritengano doveroso organizzare un incontro con cittadini, imprenditori e associazioni del luogo per discutere del tema e provare a progettare un futuro per tale struttura; se non ritengano che tale edificio possa essere ideale per sperimentare progetti di servizi socio-sanitari diffusi sul territorio e mirati alla popolazione più anziana.

I consiglieri Mauro Bosia e Michele Anselmo, firmatari dell’interpellanza, si dicono preoccupati “per la popolazione di Montemarzo, in modo particolare quella più anziana, dal momento che tale spostamento è motivo di difficoltà nel recarsi alle urne”.

Bosia e Anselmo evidenziano inoltre nell’interpellanza come per la frazione di Montemarzo, negli anni scorsi già orfana dell’ufficio postale, “la mancanza del seggio rappresenta un perdita che va ad indebolire ulteriormente i già pochi servizi
esistenti”.

Infine la situazione apre il dibattito su altri edifici di proprietà comunale nelle frazioni che, per scarso utilizzo o necessità di ristrutturazione, versano in una condizione simile a quella delle Scuole di Montemarzo. Su questo i consiglieri si chiedono  “quale sia la politica dell’amministrazione in merito agli edifici comunali situati nelle frazioni, se essa ritenga vadano preservati e magari rilanciati per essere un punto di riferimento dell’Istituzione nel territorio comunale frazionale oppure se ritenga doveroso predisporre un piano di alienazioni”.