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Lettere al direttore

Mario Malandrone: “I giovani astigiani e la classica vecchia lettera politica”

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Mario Malandrone all’intervento dei Giovani Astigiani (clicca QUI per leggere l’articolo)


Di solito i giovani hanno un’ottima vista e un ottimo intuito. Di solito la usano per studiare e informarsi, se poi sono giovani consiglieri per leggere le pratiche del consiglio. Apprendiamo che i giovani astigiani (ovviamente il partito… non i giovani in generale) si appassionano a valutare le interrogazioni della minoranza, che sono state su vari temi.

Prendiamone alcune:
1) Lo stato di abbandono del mercato ortofrutticolo, si sa riguarda l’agricoltura tema antico forse lontano dai discorsi da spritz del venerdì sera
2) Il futuro dell’ASP, beh che noia le partecipate, non è molto rock come tema
3) La manutenzione del verde e delle periferie. I giovani amano il centro forse… anche qui un ‘occasione persa perchè l’interpellanza riguarda un tema importante, utilizza strumenti che sono usati dalle città italiane più virtuose in fatto di gestione del verde. Forse i giovani non viaggiano?
4) Il tema dei trasporti e della mobilità. Che noia il treno o la corriera, non è giovane come modo di spostarsi
5) Il tema dei musei, della gestione e del ruolo di Asti nel territorio.
6) Il futuro gestionale della Casa di Riposo, tema ovviamente lontano dai giovani
7) Le problematiche di casa e povertà, un tema troppo anni 70, siamo millennials, peccato che l’interrogazione contenga analisi e suggerimenti.
8) La corretta convocazione e condivisione delle date del consiglio dove discutere le interpellanze della minoranza. I giovani si sa non amano il protocollo, sono un po’ anarchici.
9) Il tema del ruolo delle fondazioni bancarie e della cassa. Strano quello dovrebbe interessare a tutti, che siano giovani o meno giovani.
10 ) La tematica delle scuole, in fondo i giovani astigiani le hanno finite e forse non hanno ancora figli che ci vanno. Li capiamo: è un mondo distante da loro.
11) Osservazioni su temi importanti come l’ambiente e l’emergenza climatica ( che giace da gennaio in Consiglio senza che la abbiano votata). Ma i cambiamenti climatici forse sono colpa degli anziani in effetti…
12) La legalità e l’usura. Eppure anche sul tema furono altrettanto riottosi. Se pensiamo a quanti giovani si sono sacrificati in politica su quel tema. Ci aspettavamo almeno un plauso alla proposta fatta.
13) Il futuro della piscina comunale. Andranno almeno in piscina sti giovani?

Io li capisco, noi politici non più giovani osiamo richiamare ai doveri Istituzionali l’amministrazione. Noiosa la politica e infatti mi immedesimo e credo che potrebbero pensare: “Che noia davvero che la minoranza, osi scrivere su tutte le tematiche che dovrebbe affrontare la giunta, non sarebbe meglio un party in cui confrontarci? Perchè vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto questi politici anziani?”
Davvero un peccato perchè in questi e in altri argomenti proposti, c’erano idee e non solo critiche. Il dialogo critico o costruttivo che sia, il conflitto in genere accende la passione nei giovani, li mette in contraddizione, li aiuta a cercare soluzioni.
Sarà che questi “giovani astigiani” hanno perso la giovinezza e lo sguardo franco e disincantato sul mondo tipico dei giovani?

E in una città che fatica a mantenere verde, strutture, in cui non si vede molto di nuovo o di cambiamento, anche i giovani astigiani appaiono un clichè politico e dialogano come consumati politici diversamente giovani.
Non sono tanto i temi e come affrontarli a interessarli ma usare comunicati scarsi nei contenuti e vecchi nella forma. I giovani astigiani sono certo più acuti, del partito che ne usa il nome. Un tempo i giovani erano rivoluzionari, non si accontentavano. Oggi amano difendere l’assoluto immobilismo della politica.
Il problema è che questi problemi cari “giovani” non li vediamo solo noi, ma anche i cittadini che ci interpellano quotidianamente.

Mario Malandrone