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Asti, la minoranza chiede all’Amministrazione di prendere le difese del trasporto ferroviario contro tagli e ridimensionamenti

Il trasporto ferroviario potrebbe finalmente entrare nel dibattito politico astigiano. E’ quello che auspicano i consiglieri di minoranza inserendo nell’Ordine del Giorno presentato al Presidente del Consiglio comunale per il prossimo 28 settembre il punto sulla “Difesa e manifestazione di interesse per la riattivazione della linea ferroviaria Asti-Alba”.

Negli ultimi mesi il tema ha mosso l’opinione pubblica specialmente a seguito della firma della Giunta di Nizza Monferrato del Protocollo d’intesa per la realizzazione di una pista ciclabile sull’ex percorso ferroviario Alba-Nizza Monferrato.

Per settimane la posizione di Asti è stata defilata, ma ora l’opposizione chiede una netta presa di posizione soprattutto a fronte del fatto che molti Comuni tra cui quello di Asti, avevano chiesto e parzialmente ottenuto nel 2018 la riattivazione delle tratte ferroviarie del sud Astigiano e per il collegamento Asti-Alba.

Ad oggi nulla però si è mosso nella direzione della riattivazione, ma anzi il servizio è stato ulteriormente ridotto: si pensi ad esempio al recente ridimensionamento del servizio della Asti-Acqui.

“La riattivazione della tratta comporterebbe una dovuta restituzione ai cittadini di un servizio necessario per una mobilità sicura e sostenibile ed un’opportunità per i numerosi turisti che scelgono il trasporto pubblico per gli spostamenti, anche in ragione di una nuova coscienza ecologica, un servizio ferroviario puntuale ed efficiente,  integrato con i bus, costituirebbe attrattiva per chi volesse tornare a stabilirsi nei centri della provincia, pur lavorando nelle città, con conseguente ripopolamento dei nostri piccoli e medi centri abitati – affermano i consiglieri riferendosi anche al Piano del Traffico deliberato dalla Giunta di Asti a luglio che “mira a ridurre l’inquinamento atmosferico e il traffico privato in ingresso in città, a favore di mobilità pubblica (treni, autobus), è chiaro che il destino futuro delle tratte ferroviarie incide su un incremento o decremento del flusso di auto private verso la stessa città di Asti”.

In sostanza la minoranza (nelle persone di Mario Malandrone Ambiente Asti, Angela Motta Italia Viva, Angela Quaglia CambiAMO ASTI, Michele Anselmo Uniti si può, Mauro Bosia Uniti si può, Massimo Cerruti Movimento 5 stelle, Giuseppe Dolce Partito Democratico, Giorgio Spata Movimento 5 stelle, Martina Veneto Movimento 5 stelle, Maria Ferlisi Partito Democratico, Luciano Sutera Partito Democratico, Davide Giargia Movimento 5 stelle) impegna l’Amministrazione a “esprimere la propria contrarietà ad una conversione in pista ciclabile della ferrovia Asti-Alba nel tratto Nizza-Alba, dal momento che tale proposta comprometterebbe la riattivazione del collegamento Asti -Alba”.

Chiede inoltre di “esprimere la propria contrarietà ai tagli sulla linea ferroviaria Asti-Acqui, anche in vista dei contratti di servizio che verranno siglati tra Trenitalia e la Regione Piemonte attivando un tavolo intercomunale con tutti i comuni interessati dalla tratta ferroviaria al fine di vagliare soluzioni da proporre alla Regione”.