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Angela Quaglia interroga il sindaco sulla sicurezza del Tanaro dopo i lavori per la centrale idroelettrica

Nuova interrogazione della consigliera comunale del gruppo CambiAMO Asti Angela Quaglia dopo che, l’8 settembre, ha “effettuato un sopralluogo presso il fiume Tanaro, in sponda sinistra, a valle dello sbarramento flessibile della centrale idroelettrica Valpel2, e ha constatato l’invitante facilità con cui si può scendere sul greto del fiume nelle immediate vicinanze e sotto lo sbarramento di 1,80 di altezza, a cui sommare un ulteriore 1,50 di traversa per un totale di 3,30 metri complessivi.” 

Come si può vedere dalle foto, scattate dalla redazione di ATnews poco fa proprio nel punto su cui vuole sollevare l’attenzione la Quaglia, si può vedere come, come da lei indicato nell’interrogazione, “Tale stato di cose è causato da una pista predisposta ad arte per le attività nella fase di cantiere ma, a lavori ultimati, sono state rimosse le recinzioni di accesso all’area mentre non è stata rimossa la pista. La pista, inoltre, per esigenze di stabilità, è stata rinforzata da un centinaio di blocchi in calcestruzzo alcuni dei quali formano piattaforme sulle quali giovani, curiosi, pescatori, stazionano, ignari del pericolo di un possibile collasso improvviso o di un abbassamento dello sbarramento per esercizio della centrale. Peraltro, il cartello indicante “Pericolo di annegamento” è visibile, ma solo nel punto più pericoloso.”

criticità diga sul tanaro per  centrale elettrica

Per questo la consigliera rivolge un’interrogazione a risposta scritta al sindaco di Asti con queste domande:
1) Se l’Amministrazione intende intervenire su AIPO, relativamente allo stato dei luoghi, per le dovute urgenti Ordinanze di immediato ripristino dello stato del luogo preesistente;
2) Per quale motivo sono stati abbandonati senza alcun criterio sul greto del fiume, a valle della traversa, una miriade di blocchi ( forse un migliaio) che possono costituire un ostacolo al corretto deflusso delle acque e un catalizzatore di rami, tronchi e detriti;
3) Se l’Amministrazione ha intenzione di richiedere tramite AIPO, la rimozione dei blocchi per un altro possibile utilizzo.

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