Sottoscritto il protocollo per l’effettuazione dei test sierologici ai Vigili del Fuoco di Asti, Torino e Verbania

Presso la sede della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per il Piemonte, è stato sottoscritto dal Direttore Regionale Ing. Antonio La Malfa e il Dott. Carlo Picco in qualità di Commissario dell’ASL Città di Torino, il protocollo operativo per disciplinare l’effettuazione dei test sierologici al personale permanente, volontario e amministrativo della Direzione e dei Comandi dei Vigili del Fuoco di Torino, Asti e Verbania aderenti all’iniziativa e rappresentati in tale consesso dai rispettivi Comandanti.

Le circa 800 unità che hanno aderito volontariamente allo screening sierologico, appartenendo alle categorie che più sono state esposte al contagio, permetteranno di avere una misura sempre più precisa sulla circolazione del virus sul territorio regionale, specialmente per quanto attiene il comparto dei Vigili del Fuoco a favore del quale, essendo strategico per la popolazione in relazione ai propri compiti istituzionali, occorre mantenerne alta la vigilanza sulle condizioni fisiche dei lavoratori che ne compongono la struttura organizzativa.

Il test sierologico permette, infatti, di rilevare una eventuale positività agli anticorpi di tipo IgG che si sviluppano a partire da 15-21 giorni dopo l’infezione SARS-CoV2 responsabile della polmonite COVID-19.
Viene effettuato su soggetti asintomatici, non sostituisce il tampone, ma fornisce informazioni complementari attraverso il prelievo venoso qualora l’esame sierologico rilevi una positività agli anticorpi IgG.
In tal caso l’individuo asintomatico viene considerato “sospetto” di infezione COVID-19 e, per consentire alla sanità pubblica di procedere rapidamente ad attivare le necessarie misure di prevenzione, il laboratorio di analisi ne effettua la segnalazione al medico di famiglia con contestuale collocazione del soggetto stesso in isolamento fiduciario.

Nell’arco delle successive 24 ore viene eseguito il tampone rino-faringeo derivante dalla positività alle IgG.
Se anche quest’ultimo risultasse positivo, l’isolamento viene trasformato in quarantena e si procede all’indagine epidemiologica completa da parte del Servizio di Igiene e Prevenzione per la ricerca di ulteriori contatti e la disposizione di ulteriori quarantene.
Il progetto ha avuto anche il benestare dell’Ufficio di Coordinamento delle Attività Sanitarie e di Medicina Legale dei Vigili del Fuoco.

fonte notizia www.quotidianopiemontese.it