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Stamperia Miroglio di Govone, Maurizio Marello interroga la Giunta regionale su quali provvedimenti intendano assumere

Chiorino: "L’assessorato convocherà un incontro finalizzato a valutare tutti gli interventi possibili per salvaguardare l’occupazione"

Nel corso del Consiglio regionale di ieri il Consigliere Maurizio Marello (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata a proposito dalla messa in liquidazione della Stamperia Miroglio Textile, con sede a Govone.

In particolare Marello, già sindaco di Alba, città per la quale Miroglio rappresenta un simbolo indiscusso, ha interrogato il Presidente della Giunta Regionale per conoscere quali provvedimenti e quali iniziative intenda assumere in merito.

La Miroglio Textile, società dedicata al mercato dei tessuti stampati, uniti, filati, carta e film transfer, nella settimana appena conclusa ha messo in liquidazione la Stamperia di Govone srl, con sospensione della produzione a far tempo dallo scorso 6 luglio.

Nello stabilimento (uno dei più grandi d’Europa con i suoi 64 mila mq di superficie), lavorano attualmente 151 dipendenti.

L’ assessora al Lavoro Elena Chiorino ha risposto all’interrogazione del Consigliere: “La Regione Piemonte e l’assessorato non sono stati, all’attualità, contattati dalle organizzazioni sindacali ma stanno seguendo la situazione e convocheranno nei prossimi giorni le parti ad un incontro finalizzato ad esaminare la situazione e valutare tutti gli interventi possibili per salvaguardare l’occupazione, quali le politiche attive per il lavoro necessarie sia per l’ottenimento della CIGS per la cessazione di attività, sia per la ricollocazione dei lavoratori” ha precisato, ricordando anche le vicissitudini degli ultimi mesi.

La Stamperia di Govone era assurta alle cronache con la recente pandemia poiché si occupava del trattamento del tessuto per le mascherine fornite alla protezione civile piemontese, che deve essere reso antigoccia e idrorepellente. La confezione delle stesse, invece, avviene invece presso l’Atelier di Miroglio Fashion che si trova ad Alba, e nei laboratori partner in Abruzzo, Lazio e Campania. La consegna è in carico alla M2Log, azienda di logistica. Ai primi di luglio Il Consiglio di Amministrazione della Stamperia, a fronte della decisione dell’assemblea dei soci di non ricapitalizzare la Società, ha accertato il verificarsi di una causa di scioglimento e la conseguente messa in liquidazione della stessa. La decisione, come dichiarato, è stata presa dopo attenta valutazione della situazione economico finanziaria e delle prospettive di mercato di medio periodo. Si tratta di una realtà che da tempo vive seri problemi di mercato, tant’è che nel giro di pochi anni i suoi addetti sono passati dai 398 del 2006 ai 151 di oggi. E che intanto ha ridotto la propria produzione dai 24 milioni di metri di tessuto del 2011 ai 7,8 dell’ultimo anno, accumulando perdite che l’azienda ha quantificato per lo stesso periodo in 50 milioni di euro”, ha spiegato ancora Chiorino.

Al vaglio della Regione è anche la situazione dei dipendenti della Stamperia, come aggiunto ancora da Chiorino: “Le risorse attualmente in forza alla società Stamperia di Govone Srl sono 151, 10 delle quali sono state distaccate a Pollenzo e sono attualmente impiegate da Miroglio Textile srl per la produzione di mascherine chirurgiche in TNT. La parte restante dell’organico è attualmente collocata in Cassa integrazione Covid. Il Consiglio di Amministrazione della Stamperia di Govone Srl ha nominato un professionista, individuato nella figura di Gianluca Cairo, quale liquidatore della società. Le Organizzazioni Sindacali hanno avviato il 7 luglio un tavolo di confronto, in sede sindacale, con l’amministratore delegato di Miroglio Textile, Alberto Racca, esprimendo assoluta contrarietà al tipo di percorso avviato dall’azienda. Nel corso degli incontri svoltisi sin qui sono state fatte le valutazioni del caso soprattutto per ciò che concerne l’obiettivo primario che è quello di salvare l’occupazione. La società, all’attualità, non recede dalla chiusura dello stabilimento ma la trattativa procede sulla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti e la possibilità di agganciare il periodo di cassa con il pensionamento anche se saranno pochi i lavoratori che potranno accedervi, e soprattutto sulla possibile ricollocazione dei lavoratori coinvolti”.