Emilia Bezzo e i segreti del suo successo: “Rigore, disciplina e impegno”

Impegnativo e stimolante.
Questi gli aggettivi che Emilia Bezzo utilizza maggiormente quando descrive il suo percorso scolastico e il suo esame di maturità. Due parole che dicono molto di questa ragazza determinata, la cui storia è diventata negli ultimi giorni virale.

Tutto è iniziato con la pubblicazione sulla nostra testata di una lettera del professore di greco e latino Alfredo Poli, in cui elogiava l’esame di stato di Emilia (leggi QUI). In poco tempo la storia è divenuta nota in tutta la penisola, raggiungendo milioni di Italiani, tanto che la deputata Mara Carfagna l’ha citata sul suo profilo Facebook.

“E’ stato tutto molto inaspettato – commenta Emilia – Sono molto soddisfatta del risultato e della risonanza nazionale che la mia storia ha avuto. Mi ha fatto molto piacere perché è il riconoscimento di un percorso fatto di impegno. Una gratificazione che chiude un periodo ma nello stesso tempo mi dà anche gli stimoli per il futuro”.

Ad attendere Emilia c’è infatti la Sorbona di Parigi.
“La mia passione è la filosofia contemporanea francese che ho approfondito per mio conto dal momento che non è nei programmi scolastici ministeriali. In autunno il mio professore di italiano mi ha proposto di fare richiesta per accedere alla Sorbona. In due mesi ho studiato francese superando l’esame B2 di lingua. Sono stata selezionata per la doppia laurea in filosofia e lettere. Sicuramente sarà molto impegnativo, ma anche altrettanto stimolante. C’erano poco più di 30 posti e se avessi rifiutato avrei avuto rimorsi per tutta la vita”.

Emilia ha trovato la forza di impegnarsi anche nel periodo di chiusura imposto dal Covid 19.
“All’inizio della chiusura ho patito molto. A me è sempre piaciuto molto dialogare, discutere, intervenire durante le lezioni e confrontarmi con i docenti. Di fronte ad uno schermo era tutto più difficile. Non avevo modo di interagire. E’ stata molto dura. Per me quella non era scuola. Poi ho deciso di approfittare del tempo libero a disposizione per crearmi un bagaglio culturale: ho letto molte opere di filosofia e letteratura, soprattutto di Sartre. Il messaggio che più mi si addice di Sartre è il concetto di ‘engagement’, impegno, specialmente sul piano civile e culturale”.

Nel raccontare la sua vita Emilia ha gli occhi che brillano. Uno sguardo che è già rivolto al futuro senza dimenticare il passato. Anche se fortemente e giustamente proiettata ai prossimi mesi, infatti, non dimentica le sue radici: il sostegno che è arrivato dalla famiglia e gli stimoli degli insegnanti.

“La famiglia è stata fondamentale. Mi ha sempre sostenuta sin dai tempi del tennis [Emilia è infatti stata una campionessa del tennis giovanile agonistico NdR] Anche ora hanno scelto di assecondare la mia inclinazione e passione. Ringrazio tutti gli insegnanti che mi hanno seguita in questi anni: la professoressa Raffaella Rubano, mia docente di scienze per cinque anni, che, oltre agli insegnamenti scolastici, mi ha formata molto dal punto di vista umano; il professor Poli che mi ha trasmesso la passione per la filosofia e il professor Varaldo che ha creduto in me. Non posso poi dimenticare Filippo Roggero, mio maestro di tennis da quando ho 4 anni, che mi ha cresciuta e mi ha insegnato il rigore, la disciplina e l’importanza dell’impegno in ciò che faccio”.

Nella storia di questa studentessa astigiana co-protagonista è la scuola, quella di cui spesso di parla in chiave negativa, la scuola di tutti e di tutti i giorni. Emilia ha iniziato il suo percorso frequentando le elementari a Tonco, un piccolo paese del Monferrato, per poi proseguire a Castell’Alfero, un comune poco più grande, e approdare infine al Liceo Classico di Asti. Un percorso che in molti fanno, in cui lei ha saputo incanalare tutta la sua forza di volontà e la sua grinta e che l’ha portata ad essere una giovane e tenace donna.