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Truffe agli anziani: i consigli della Polizia di Stato per evitarle

Un fenomeno criminoso che sta tornando in auge, con l’allentamento delle misure restrittive adottate per l’emergenza sanitaria, è quello delle truffe agli anziani.

Solite tecniche, soliti stratagemmi: finti tecnici di luce, gas, energia; fantomatici nipoti fermati dalla Polizia o che hanno subito un incidente stradale; finti poliziotti o carabinieri e, soprattutto nel periodo emergenziale, finti sanitari dell’ASL che effettuano test tramite tamponi a domicilio.
Il malvivente, che in genere indossa un simulacro di divisa ed espone un cartellino identificativo falso, con la scusa di dover controllare gli impianti, con fare gentile conquista la fiducia dell’anziano e si introduce in casa.

«Avete oro e soldi in casa? – chiede il finto tecnico – Se li avete dovete metterli in una busta in frigo perché rischiano di essere danneggiati o distrutti durante il lavaggio delle tubature». Basta un attimo di distrazione e il raggiro è compiuto: il truffatore scappa con il bottino già confezionato dalla vittima.
Questa è solo una delle tecniche utilizzate dai malviventi per mettere a segno il colpo.

Al fine di scongiurare attività truffaldine e raggiri, con danni talvolta ingenti oltre che ricadute traumatiche nei confronti soprattutto di persone anziane, la Polizia di Stato – Questura di Asti rinnova alcuni consigli sulle misure di autotutela e prevenzione delle truffe.

IN CASA:
1. non aprire la porta di casa a sconosciuti, informando subito le forze dell’ordine della presenza alla porta di estranei che insistono per entrare.
2. qualora si presentino alla porta persone in uniforme e si nutrano dubbi sulla loro reale identità, chiedere loro di esibire la tessera personale di riconoscimento e, comunque, telefonare al 112 NUE per ottenere chiarimenti.
3. ricordare che gli impiegati della banca, dell’ufficio postale o di altri enti pubblici non vanno mai e per nessun motivo a casa dei clienti, specie per controllare se le banconote in possesso siano vere o false e tantomeno per sostituirle.
4. non tenere in casa grosse somme di danaro e gioielli di valore.
5. non fidarsi di persone che, entrate in casa e simulando malori, chiedano dell’acqua od altro e, comunque, non perderli mai di vista: è un espediente per distrarre e derubare.
6. non fidarsi di chi propone abbonamenti a riviste delle Forze dell’Ordine, sia presentandosi di persona sia, soprattutto, al telefono.
7. qualora si sia impossibilitati a muoversi da casa per fare una denuncia, chiamare il 112, e le Forze di Polizia provvederanno ad inviare personale a domicilio.
8. ricordarsi che le società di servizi (l’Italgas, l’Enel, la Telecom, l’Acquedotto cittadino etc), prima di fare delle verifiche in casa, emettono degli avvisi.
9. ricordarsi che l’Inps non manda suoi dipendenti a casa per controllare il libretto della pensione. Qualora l’istituto avesse necessità di effettuare una verifica, si riceverà un apposito avviso per posta.

PER STRADA:
1. non credere a chi dà notizia di un’eredità inaspettata o di vincite improvvise: sono truffatori.
2. non fidarsi di sconosciuti che dicono di conoscere noi o nostri parenti, magari cercando di venire in casa.
3. ricordarsi che nessuno, specie se sconosciuto, regala niente per niente e non fidarsi di chi per strada propone un affare. Si tratta sempre di malviventi e truffatori.
IN POSTA O IN BANCA:
1. in occasione del ritiro della pensione, farsi accompagnare da una persona di fiducia, conservare i soldi in una tasca interna e non fermarsi per strada con sconosciuti.
2. se ci si sente osservati, meglio fermarsi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlarne con la vigilanza. Se si è già in strada, contattare le forze dell’ordine.
3. valutare che il sistema migliore per evitare brutte situazioni è quello di utilizzare i servizi bancari o postali, quali accreditamento di pensione, libretto di assegni, pagamenti in conto corrente.