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“La scuola deve essere una priorità del Paese per ripartire a settembre, in presenza e in sicurezza”

I sindacati scendono in piazza virtuale, niente bandiere né striscioni in piazza Alfieri, ma insieme per discutere della situazione scolastica, dopo tre mesi in cui la quotidianità della scuola, come del resto della nostra vita, è stata sconvolta, e per chiedere al Governo di dare risposte certe per il futuro. Sono stati tre mesi di incombenze gravose, complicazioni per tutti, docenti e famiglie, a cui è stato chiesto uno sforzo immenso, tra piattaforme diverse, collegamenti mal funzionanti e lezioni ad ogni ora. Tre mesi di grandi sacrifici per tutti a cui adesso il Governo deve dare risposte chiare per garantire a settembre un ritorno a scuola nella massima sicurezza ma garantendo il diritto all’istruzione a tutti, per rimettere al centro gli studenti, che in questa pandemia hanno subito grandissimi disagi.

Il flash mob unitario è stato indetto da Monica Boero (FLC CGIL Asti), Chiara Cerrato (CISL Scuola Alessandria Asti), Diego Meli (UIL Scuola RUA), Assunta Barone (SNALS confsal Asti) e Antonio Antonazzo (GILDA Unams Asti), ed ha avuto in collegamento da Torino Luisa Limone (FLC CGIL Piemonte) e Maria Grazia Penna (CISL Scuola Piemonte). E’ stata l’occasione di confronto anche con diversi docenti che, a livello astigiano, hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza della didattica a distanza e di tutto quello che ha comportato.

“Stiamo vivendo una situazione senza precedenti, ma solo ora è iniziata una grande battaglia per l’utilizzo di risorse europee in cui la scuola occupa un ruolo centrale. – spiega Monica Boero – Lo sciopero di oggi ha l’obiettivo di sollecitare il Governo per rimettere la scuola al centro, tra le priorità del paese. Alla scuola servono tanti investimenti, sia in personale sia in edilizia. Il tutto per ritornare, a settembre, a scuola in presenza, nella massima sicurezza. Le regole devono essere certe ed inserite nel contratto di lavoro. Bisogna sottolineare che il Governo non ha volontà di fare giusti investimenti nella scuola e questo è stato confermato dal Decreto Scuola approvato sabato.”

Assunta Barone spiega: “Siamo molto delusi, perché l’unica cosa che si è riusciti ad ottenere è la riapertura delle graduatorie di Istituto, ma ad oggi c’è molta confusione e ci dispiace non riuscire a dare risposte precise ai nostri iscritti. Si riapriranno le graduatorie, ci saranno concorsi, ma non si sa ancora come e quando ci saranno. Regna confusione e disorganizzazione, con la scusa del Covid-19 ma ora non ci stiamo più. La scuola negli anni è stata messa da parte, la scuola ha continuato a subire tagli, ed oggi non ci sono soluzioni su come pensare ad aprire a settembre. Al Ministero dell’Istruzione ci sono persone che non sanno cosa succede nella scuola, il Ministro non ci ha nemmeno voluto incontrare. Deve finire questa situazione. Non si vuole investire ma la scuola ha bisogno, bisogna puntare i piedi perché la scuola è il mondo del domani, dobbiamo farlo per i nostri bambini e nostri ragazzi.”

Da piazza Castello a Torino si sono collegate Luisa Limone e Maria Grazia Penna: “E’ il momento di dare valore alla scuola e investire, facendo piani concreti” sottolinea Limone, “questa è una mobilitazione per famiglie e ragazzi per garantire il diritto all’istruzione e alla salute” specifica Penna.

Anche Chiara Cerrato è intervenuta sull’incertezza che ci attende nel prossimo futuro: “Siamo tutti in totale incertezza, non c’è un piano organico per settembre ma le scuole devono attrezzarsi per tempo. E’ prevista una sola ora per i docenti per la sicurezza, ma serve anche per il personale. Come si potrà fare con la DAD? Sarà tutto in presenza? Bisogna essere sicuri che tutti abbiano le stesse possibilità. La scuola comprende docenti, personale, famiglie, ragazzi, istituzioni locali ed abbiamo bisogno di risposta.”

Diego Meli ha sottolineato l’importanza del ruolo del personale ATA nella scuola ed attacca il Governo e il Ministro dell’Istruzione che non hanno operato se non “per mantenere le loro poltrone. La Ministra, che parla di dieci-quindici alunni per classe, che parla di separè, che parla di spazi…, deve rendersi conto che per mantenere tutto questo serve personale, docente e ATA. Senza personale la scuola non può riprendere in maniera sicura. Ci vogliono provvedimenti particolari e importanti, cosa che non sta avvenendo. Mancano le risorse per sistemare le scuole, non bastano 20/30 mila euro per ogni scuola, serve molto di più. Oltretutto mancano indicazioni precise sulle procedure che devono attivare i Dirigenti Scolastici, perché è su di loro che si scaricano le responsabilità. E’ importante il dialogo per raggiungere soluzioni. Vogliamo risposte anche riguardo il contratto nazionale del personale ATA, che è scaduto, e di cui non si vede la prospettiva di un rinnovo.” Da parte di Meli non è mancato un plauso a tutto il personale, docenti, ATA e amministrativo, dello sforzo che è stato fatto in questo periodo per rinnovare il servizio, completamente diverso dalla scuola in presenza.

Il prossimo passo, in attesa di indicazioni precise dal Governo, vedrà i sindacati incontrare Elena Chiorino, Assessora regionale all’Istruzione, affinché si possano stabilire modalità di ripartenza unitarie per tutto il Piemonte, per uscire da questa situazione di stallo.