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CGIL e CISL: sulla Casa di Riposo di Castelnuovo Don Bosco un silenzio assordante

Tra vecchi problemi e rischi occupazionali, aperto in Prefettura il tavolo di crisi per la Casa di Soggiorno “San Giuseppe” e il micronido “La Coccinella Allegra”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa congiunto di Cgil e Cisl Asti


L’11 giugno scorso si è svolto, presso la Prefettura di Asti, un tavolo di crisi richiesto da CGIL, CISL e UIL in risposta alle preoccupazioni espresse dai lavoratori della Casa di Soggiorno San Giuseppe e del micronido “La Coccinella Allegra” di Castelnuovo Don Bosco.

Presenti al tavolo la Casa di Riposo San Giuseppe, la Coop Kursana, il Comune di Castelnuovo Don Bosco nella figura del vice sindaco, l’ASL TO5 e i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, sono state illustrate al Prefetto le condizioni in cui versa l’appalto, oltre alle difficoltà economiche e gestionali.

La storia
La struttura – la cui gestione è affidata, tramite gara d’appalto triennale, alla cooperativa Kursana – autorizzata per il ricovero di 155 persone, suddivisi tra nucleo Alzheimer, RSA e alberghiero, a cui vanno ad aggiungersi 24 posti del micro nido.

Oggi, a seguito del calo del 20% degli ospiti, la cooperativa Kursana ha dichiarato di volersi avvalere della facoltà di recesso del contratto, senza un adeguata rivalutazione economica dello stesso, ed ha chiesto di aprire gli ammortizzatori sociali, la FIS in questo caso, per il personale delle cooperative.

L’ASL, inoltre, ha intimato alla Casa di Riposo di dismettere 34 posti letto: oggi le prescrizioni sono state modificate, ma rimane il tema dell’adeguamento dei minuti di assistenza e del relativo compenso. Alla fine della prevista ristrutturazione i posti letto saranno, comunque, 120 e non più 155.
A questi problemi occorre aggiungere che:

· l’ex IPAB, oggi trasformata in Azienda Servizi alla Persona, è fortemente in ritardo con la ristrutturazione e non avrà comunque le risorse economiche per garantire la messa a norma di tutti i reparti entro la scadenza del 31 dicembre 2021, data ultima concessa dall’ASL TO5 per le autorizzazioni al funzionamento. Esiste, quindi, un forte rischio di ulteriore riduzione di posti letto. Inoltre, è solo per iniziativa della cooperativa che sono state avviate le necessarie preiscrizioni per il micronido, seppur con gravi ritardi. Tutto tace, invece, per il servizio estivo, da sempre garantito dal micronido, con il rischio che, una volta aperte le iscrizioni, nessuna famiglia porterà i propri figli, in quanto già iscritti altrove;
· da anni la casa di riposo vive problemi gestionali, evidenziati dal continuo cambio di cooperative e dall’eccesivo ricorso alle procedure concorsuali per trovare nuovi gestori: in 14 anni sono cambiate 10 cooperative, un record assoluto;
· si registrano continue discussioni, richieste di ampliamento dei servizi senza che vengano retribuiti e intromissioni nella gestione del personale da parte della casa di riposo.

Situazioni, queste, che determinano forti tensioni e problemi economici, con pesanti ricadute sui lavoratori e sulle lavoratrici.

La riunione in Prefettura
Nel corso del tavolo di crisi, la ditta Kursana ha ribadito la gravissima situazione economica in cui versa, evidenziando ancora una volta la volontà di lasciare l’appalto. Tra le difficoltà, oltre a quelle già note, vi è l’aumento del costo del nuovo CCNL delle Cooperative Sociali e il costo dei Dispositivi di Sicurezza per il contrasto al COVID, necessari in questa fase. Entrambi i costi non sono stati riconosciute dall’Ente.
Sono state illustrate, anche con il supporto tecnico dell’ASL TO5, le condizioni strutturali della residenza e le ultime azioni richieste nei verbali della Commissione di Vigilanza ASL.

Anche la Casa di Riposo ha illustrato la grave situazione economica dell’Ente, evidenziando l’impossibilità di eseguire autonomamente tutti i lavori di ristrutturazione richiesti.

Nessuna risposta positiva, dunque, alle richiesta economiche della cooperativa che provvederà, quindi, ad attivare gli ammortizzatori sociali, rispettando quanto previsto dalla DGR 45 sui livelli minimi di assistenza.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso la loro indisponibilità a ragionare nuovamente, a breve termine, ribadendo che le scelte errate dell’amministrazione e dei vari CdA dell’Ente non possono essere scaricate sui lavoratori. La situazione, gravissima, sta portando problemi sia ai lavoratori sia agli ospiti.
I sindacati hanno, inoltre, ribadito che deve essere messa in campo una soluzione politica, con scelte diverse rispetto quelle assunte fino ad ora (l’IPAB è stata trasformata in ASP da gennaio 2020). CGIL e CISL hanno chiesto all’Ente di assumere direttamente tutti i lavoratori o, in subordine, di affidare la gestione totale della struttura attraverso una concessione o un global service. In questo modo si troverebbero le necessarie risorse economiche per la ristrutturazione, oltre a fare chiarezza sulla gestione e sulle responsabilità di funzionamento. Qualsiasi nuovo appalto alle condizioni attuali farebbe, infatti, cadere il futuro gestore nelle problematiche odierne, esponendo i lavoratori a perdite economiche considerevoli e mettendo a rischio i livelli occupazionali. CGIL e CISL hanno, inoltre, ricordato che occorre intervenire immediatamente sul micronido, sia per quanto riguarda i centri estivi sia l’avvio dell’attività a settembre.
La riunione, pur essendosi conclusa con un nulla di fatto, rinviava dunque a importanti impegni:
1) l’Ente avrebbe dovuto iniziare a discutere, analizzare e valutare la possibile soluzione di concessione della struttura ad altro gestore dando riscontro in merito lunedì 15 giugno. La riunione del CdA era in calendario per venerdì 12 giugno;
2) devono essere analizzate possibili forme di “aiuti economici” alla luce della nuova normativa messa in campo per la emergenza epidemiologica;
3) il tavolo ha chiesto unitariamente al Comune e all’Ente di attivarsi per il Micro Nido.

«Con rammarico riscontriamo di non aver avuto ancora alcuna risposta riguardo a questi tre punti – dichiarano i rappresentati di CGIL e CISL – e a ciò si aggiunge il fatto che non riusciamo ad avere contatti diretti né con i rappresentanti dell’Ente né con l’amministrazione comunale, sordi alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. Ancora una volta –concludono – crediamo che si stia cercando di “prender tempo”, ma il tempo a disposizione è terminato. Se continueremo a non ricevere risposte saremo costretti a dichiarare lo sciopero per tutta la struttura e a chiedere l’intervento della Regione».

Luca Quagliotti, Segretario Generale CGIL
Francesca Delaude, FP CGIL
Stefano Calella, Segretario CISL AL-AT
Alessandro Delfino, FP CISL