Il grido d’allarme di Coldiretti Piemonte sul vino: “Serve liquidità per salvare cantine”

Quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo dell’attività con un pericoloso l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone, dalla vigna al bicchiere. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sugli effetti dell’emergenza coronavirus in riferimento allo studio Mediobanca sul settore.

In Piemonte abbiamo già quantificato perdite fino all’80% tra export e Ho.Re.Ca fermi, in particolare i nostri vini pregiati hanno subito un grave danno perché consumati, soprattutto, in ristoranti ed alberghi di livello – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Iva agevolata e un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid -19 sono alcune delle proposte formulate da Coldiretti che è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti. Serve, però, anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che – proseguono Moncalvo e Rivarossa – rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non. La nostra Organizzazione ha presentato al Governo il piano salva vigneti: per il Piemonte in gioco c’è la sopravvivenza di 14 mila imprese con oltre 43 mila ettari di superficie vitata e una produzione di 2,5 milioni di ettolitri”.