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Lettere al direttore

“Il declino della Sanità Astigiana deve fermarsi una volta per tutte”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di dieci consiglieri di opposizione del Comune di Asti sul futuro della sanità astigiana.


La Regione ha avviato un tavolo di discussione sulla “nuova Rete Ospedaliera del Piemonte”, tavolo a cui non è stato chiamato a partecipare nessun rappresentante astigiano. Mentre tutti i settori della società, dell’economia e dei servizi si preparano alla “ripresa” post Covid, non vorremmo che questa esclusione rappresentasse l’inizio di una nuova brutta storia in cui Asti è chiamata a fare sacrifici senza avere voce in capitolo. Riteniamo dunque indispensabile che un esponente della sanità astigiana venga incluso in questo tavolo e che, più in generale, le autorità riferiscano in merito ai tempi e alle modalitá con cui l’Ospedale Cardinal Massaia e la Sanità astigiana torneranno ad essere pienamente operativi.

Le lunghe liste d’attesa formatesi in questo periodo preannunciano mesi non meno freneteci di quelli appena trascorsi. Allo stesso tempo bisogna prepararsi a fronteggiare un’eventuale nuova impennata del contagio in autunno. Se nei mesi scorsi i grandi sacrifici del personale sanitario hanno “messo una pezza” alle sottovalutazioni della Direzione dell’Asl di Asti e della Regione Piemonte a trazione leghista, per il futuro non sono ammissibili incertezze riguardo le strategie da porre in atto qualora, malauguratamente, l’emergenza dovesse riproporsi. Come dice la massima latina, infatti, “sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”.
A questo proposito, l’emergenza ha mostrato la necessità di creare una “prima linea” di cura del virus sul territorio, al fine di limitare il numero dei contagiati “ospedalizzati”. É l’occasione per un rilancio della medicina generale. I Medici di base, pertanto, devono essere integrati nel numero, salvaguardando quelli più anziani. Oltre alla dotazione degli indispensabili D.P.I., essi dovranno anche poter contare su tutti i supporti indispensabili al contrasto del Virus: interazione con 118 e ospedale, squadre infermieristiche, strumenti diagnostici e terapeutici.

Un altro nodo cruciale che viene di conseguenza é quello della valorizzazione delle strutture esistenti sul territorio, a partire dalle Case della Salute: esse dovranno essere potenziate ed avere un ruolo preciso. A questo proposito un ruolo importante può essere giocato, in attesa che si definiscano le sue funzioni, dall’Ospedale di Nizza, in grado fin da subito di instaurare una sinergia col Cardinal Massaia. Sulle RSA della Provincia, ove sono decedute decine di anziani, dovranno essere fatti controlli approfonditi per verificarne i requisiti normativi e i conseguenti riaccreditamenti di legge.

Per quanto concerne l’Ospedale di Asti, bisogna sottolineare ancora una volta il suo ruolo fondamentale nel contrasto alla pandemia. Fra l’altro, nei suoi Reparti specialistici trasformati in Reparti COVID sono stati curati centinaia di pazienti provenienti da altre Province. Il Cardinal Massaia, dunque, ha dato prova di grande solidarietà, mettendosi a disposizione dell’intera regione: ora però deve riprendere a pieno regime la sua fisionomia di ospedale generico, che offre un servizio completo e di qualità ai cittadini della provincia di Asti.

Non si deve morire di COVID, non si deve morire per la mancanza di lavoro a causa del COVID, ma non si deve neanche morire poiché non si è stati curati per altre patologie! Pertanto deve essere chiaro che ogni ipotesi di trasformare il Cardinal Massaia in Ospedale COVID, decentrando in altri Ospedali molte specialità, sarà avversata con ogni forza e con la mobilitazione dei cittadini. L’unico Ospedale della Provincia, già ridimensionato in passato, non può diventare Ospedale COVID, con i conseguenti disagi per una popolazione fra le più anziane del Piemonte. Se Asti deve offrire alla Regione una struttura COVID proponiamo l’immediata ristrutturazione della ex Maternità, che offre spazi e infrastrutture adeguati a tale scopo, oppure la parziale riconversione della Casa di Riposo Città di Asti che versa in gravi difficoltà economiche.

Il declino della Sanità Astigiana prima verso Alessandria e Cuneo, ora anche verso Verduno, nuovo Ospedale di Alba, deve fermarsi una volta per tutte.

I consiglieri di opposizione
Mauro Bosia
Michele Anselmo
Mario Malandrone
Angela Quaglia
Davide Giargia
Massimo Cerruti
Martina Veneto
Giorgio Spata
Maria Ferlisi
Giuseppe Dolce