Emergenza cinghiali e caprioli ai tempi del COVID_19: interviene la Provincia di Asti

A seguito dell’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19, la Provincia di Asti, da inizio marzo, aveva sospeso molte delle normali attività, comprese quelle che riguardano il controllo della fauna selvatica sul territorio provinciale. Tale interruzione, di fatto, ha consentito alla fauna selvatica, in particolare al cinghiale, di circolare indisturbata nelle campagne dell’astigiano procurando danni alle coltivazioni cerealicole tipiche del periodo.

A metà aprile, a seguito delle segnalazioni pervenute dal territorio e in riferimento alla circolare trasmessa dalla Regione Piemonte in merito alla possibilità di effettuare l’attività di controllo, si è ritenuto opportuno riattivare gli interventi di contenimento strettamente urgenti, garantendo comunque il rispetto delle disposizioni e di ogni altra cautela utile a contrastare la diffusione del contagio da Covid 19.
In generale, tali interventi di contenimento vengono attuati dalle Guardie provinciali dell’Ente e da altri soggetti (agricoltori, operatori faunistico specializzati, cacciatori iscritti alle squadre di caccia e guardie giurate venatorie volontarie), opportunamente autorizzati e operanti sotto il controllo, coordinamento e vigilanza delle Guardie provinciali stesse.

“Per quanto riguarda gli interventi di contenimento della specie Cinghiale, preme precisare che, qualora la squadra operante durante l’attività venatoria in un determinato territorio non dovesse possedere i requisiti previsti per l’attuazione dell’intervento di contenimento, l’Ente ricorrerà agli altri operatori sopra riportati al fine di realizzare un’efficace azione di contenimento della specie” si legge nella nota della Provincia di Asti che prosegue: “Veniamo a conoscenza da un giornale locale, di una lettera a firma “i veri cacciatori” che esprimono il loro dissenso a questi interventi di controllo; al riguardo riteniamo che tali considerazioni rappresentino esclusivamente il pensiero di alcuni cacciatori e non tengano conto dell’interesse generale del territorio che supera eventuali diatribe private tra cacciatori.”

Nella difficoltà del momento, abbiamo comunque cercato di contemperare i molteplici interessi in campo – dichiara il Presidente Paolo Lanfranco – dalla tutela della fauna, alla salvaguardia delle colture agricole ed alla prevenzione di incidenti alla circolazione stradale, sempre nel totale rispetto delle norme di prevenzione del contagio da coronavirus”.

Per il contenimento del Capriolo, è stato approvato il “Piano di contenimento delle popolazioni stabili di capriolo nelle Zone di Ripopolamento e Cattura e nelle Oasi di Protezione della Provincia di Asti, con la precisazione che tali interventi sono possibili solo nelle zone predefinite dalla Regione (indicativamente il territorio provinciale a sud del Tanaro). Gli interventi verranno attivati direttamente dagli Agenti di Vigilanza Faunistico dell’Ente con l’ausilio degli operatori abilitati.
Per attuare al meglio il piano è indispensabile il supporto dei Sindaci che accertino la necessità ed urgenza degli interventi.

“Nei prossimi giorni, con la graduale riduzione delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, si intensificheranno gli interventi, sempre nelle aree interessate da particolare rischio” precisa in conclusione il Consigliere Provinciale alla caccia Davide Massaglia.