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“E’ tempo che i giovani si assumano delle responsabilità”: il messaggio di uno studente astigiano ai suoi coetanei

Alcuni studenti dell’ITIS Artom, allievi di quarta e di quinta della prof.ssa Cristina Adriano, hanno svolto dei temi sulle paure e responsabilità verso la Casa comune di Papa Francesco. Ecco le riflessioni di Lorenzo Petrini, 5 AE.


Paure e responsabilità nella casa comune

A seguito dell’integrazione tra i vari stati generata dal fenomeno della globalizzazione, si è registrato non solo un grande cambiamento economico ed ambientale, ma anche sociale.
Nella popolazione, oltre alle naturali paure per la morte e le malattie, si sono sviluppati altri timori, la paura verso il diverso e, nell’era del consumismo, qual è quella attuale, la paura della povertà.
Mai come in questo periodo è attuale la paura della morte e delle malattie: il timore del contagio da Covid19 sta provocando panico nella popolazione e conseguenti comportamenti irresponsabili e irrazionali. La fuga da Milano verso il meridione è un esempio di tali comportamenti, in quanto in questo modo si rischia di estendere il contagio in modo esponenziale. Inoltre gran parte dei giovani sottovaluta il pericolo, rischiando di trasmettere la malattia agli anziani che sono vulnerabili.

Questo momento critico ha provocato nel mondo la paura verso gli stranieri, in particolare i cinesi prima e gli italiani adesso, visti quasi come gli untori della peste nel passato. A Torino, ad esempio, è stato aggredito un cinese con la scusa che avesse portato il Coronavirus in Italia, mentre ora siamo noi italiani sotto accusa in tutto il resto del mondo.
La paura del diverso da noi (che sfocia spesso in razzismo) purtroppo ha radici molto lontane; l’antisemitismo, che ha determinato la morte di milioni di persone durante la seconda guerra mondiale, è una delle tante forme di razzismo e purtroppo, nonostante i tragici avvenimenti del passato, non è ancora stato debellato: è cronaca recente la comparsa di svastiche e frasi contro gli ebrei anche in Piemonte.
I conflitti locali tra gli stati africani, così come la fame e la ricerca di lavoro, hanno inoltre determinato una forte immigrazione verso il nostro paese e gli altri stati europei che ha causato fenomeni di intolleranza verso gli immigrati. La paura legata alla crisi economica ha creato le condizioni per cui gli immigrati vengono visti come coloro che rubano il lavoro e le agevolazioni agli italiani.

Per fare in modo che la globalizzazione diventi un aspetto positivo e non negativo, ciascun individuo, e i giovani in particolare, dovrebbero assumersi delle responsabilità: la tutela delle altre persone e delle diversità e la tutela dell’ambiente.
Bisogna sempre tener presente che ciascuno arriva nel mondo globale con la sua storia e i suoi valori che vanno assolutamente tutelati e che la libertà di ognuno finisce nel momento in cui va ad intaccare la libertà di qualcun altro: con comportamenti irresponsabili posso mettere a rischio la vita e la salute di un altro individuo.

Purtroppo i problemi ambientali non vengono ancora visti con la necessaria attenzione da parte dei governanti che pongono la ricchezza al di sopra di qualunque altra cosa. In questo i giovani, con i movimenti nati in seguito a Greta Thumberg, si sono dimostrati più attenti, ma purtroppo gli scioperi non bastano, è necessario cambiare poco per volta il modo di produrre.

“Questo è il momento delle responsabilità da parte di tutti. Questa battaglia si vince solo con l’impegno di ognuno di noi”, ecco le parole del Presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto che restringe la mobilità in Italia e credo fermamente che si possano applicare a tutti i contesti e a tutte le problematiche della società moderna.

Lorenzo Petrini 5 AE Itis Artom di Asti

 


Image by Gerd Altmann from Pixabay