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“Asti Rinasce”: le proposte del PD al comune per la Fase 2

Arrivano le proposte dal Partito Democratico per la Fase 2.
A discutere questa mattina dell piano “Asti Rinasce” sono stati i membri del gruppo consiliare PD, Maria Ferlisi, Luciano Sutera Sardo, gli esponenti del PD di Asti, Alberto Ghigo e Mario Mortara, il segretario provinciale Riccardo Fassone e Michele Miravalle della Segreteria Regionale Pd Piemonte.

Il nostro, vista la situazione di emergenza, è stato fin da subito un approccio collaborativo con la giunta. In attesa di conoscere ancora l’elaborazione strategica dell’Amministrazione comunale a guida Rasero, come Partito Democratico e Gruppo Consiliare abbiamo preparato questo documento che metteremo a disposizione della giunta e che speriamo venga preso in considerazione dal Sindaco Maurizio Rasero” esordisce Sardo.
Non è un libro dei sogni, è un documento con proposte realizzabili. Le proposte si dividono tra breve periodo (realizzabili entro 100 giorni) e medio-lungo periodo (realizzabili nei mesi successivi, con maggior pianificazione).

I punti salienti – continua Sardoriguardano in primis la mobilità e gli spazi commerciali.
Il trasporto pubblico è tra i settori che subirà, più di altri, le trasformazioni dettate dall’esigenza di contenere la trasmissione del virus. Sarà necessario cambiare modo di utilizzo e limitare il numero di persone che utilizzano i mezzi pubblici. Ma non si può dimenticare che Asti rimane tra i capoluoghi più inquinati d’Italia e che, proprio la presenza di polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico, potrebbero essere uno dei fattori che ha favorito la pandemia.
Le nostre proposte nel breve periodo riguardano pertanto:

– l’allargamento della zona pedonale per incentivare il commercio astigiano.
– l’attivazione di servizi di bike sharing e di noleggio di monopattini elettrici
– la nascita di una sorta di Tosap 2 che preveda più spazio ai pubblici esercizi.
E, nel lungo periodo, lo sfruttamento delle recenti risorse messe a disposizione dal Ministero dei Trasporti e già destinate al Comune di Asti per il programma di investimento nel rinnovamento del parco bus.”

Michele Miravalle, invece, si occupa di fare il punto su bambini, giovani e scuola: “Ci preoccupa un aumento del fenomeno della dispersione scolastica, che come sappiamo colpisce i giovani delle fasce più deboli della città. Per questo le nostre proposte nel breve periodo sono:
– l’attivazione di un “Piano straordinario delle aree verdi” che ripristini e aumenti le attrezzature delle aree gioco e ne garantisca la pulizia e il decoro.
– la sospensione del pagamento delle rette degli asili nido, finché i servizi non saranno pienamente ripresi.
– il rilancio del programma di volontariato per tutti i giovani astigiani dai 14 ai 21 anni, proponendo loro di “mettersi al servizio della città” e delle associazioni di volontariato cittadine per svolgere attività di supporto nella fase 2
Per quanto riguarda il lungo periodo invece Miravalle parla di “una nuova scuola per gli astigiani“: “E’ tempo che Asti investa sulla costruzione della “scuola del futuro”. Sfruttando edifici già esistenti o pensando a nuovi insediamenti. Un grande complesso scolastico bello, sicuro, tecnologicamente avanzato. Un vero investimento sul futuro della nostra città, che possa diventare esempio virtuoso a livello nazionale ed europeo.

Sul tema anziani e terza età interviene Maria Ferlisi: “La Città non può dimenticarsi degli anziani, deve occuparsi dei loro bisogni, non solo legati alla salute.”
Ferlisi parla dunque, per il breve periodo di “centri anziani diffusi“: “Gli anziani dovranno avere luoghi di aggregazione e assistenza, nel pieno rispetto delle misure sanitare. In accordo con realtà e associazioni della Città, si rendano “diffusi” i centri-anziani, almeno uno per quartiere. Nel lungo periodo invece si integrino le risorse umane ed economiche che si occupano di assistenza domiciliare“.

Alberto Ghigo si concentra sul proporre e pensare a nuovi strumenti e misure tributarie e fiscali: “C’è l’esigenza di digitalizzare il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione è diventata improcrastinabile. Asti aderisca alle APP disponibili per servizi digitali (tipo IO) ed attivi i servizi di pagamento online per tutti i tributi comunali – e continua – Oggi più che mai, occorre avviare una campagna di informazione nei confronti dei cittadini, volta ad ottenere la destinazione del 5 per mille dei redditi indicati nelle dichiarazioni fiscali in favore dei servizi sociali del Comune di Asti.
Chiediamo inoltre di accelerare tutte le procedure (progettuali ed amministrative) per consentire l’avvio immediato di tutte le opere contenute nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche. La città ha una serie di nodi irrisolti da molti anni (ex caserma Colli di Felizzano ed area università, Casermone di via Scarampi, ex Enofila ed area ferrovie, ex Ospedale, Maternità). Crediamo che questa sia una grande occasione, per dare alla città un volto nuovo e dotarla di strutture moderne che ne facciano veramente un luogo attrattivo.
Valutiamo la possibilità di emettere dei CoronaBOC per raccogliere risparmio degli astigiani, da destinare a una o più opere ritenute di particolare importanza“.

Stiamo sollecitando l’amministrazione a lavorare per il futuro – interviene MortaraPer fare questo nei prossimi anni sarà fondamentale il ruolo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti che potrebbe privilegiare progetti di ampio respiro, sanitari, culturali o legati all’istruzione.
La stessa Fondazione, unitamente alle banche del territorio potrebbero promuovere la nascita di un Fondo di Private equity che investa unicamente nelle piccole medie imprese astigiane ed in particolare in quelle che operano nel settore turistico e agroalimentare.

Fassone conclude: “La cultura e le manifestazioni rappresentano il cuore di questa città.
Una politica seria deve coinvolgere le imprese culturali del territorio e aiutarle. Le mostre, le manifestazioni, la musica, il teatro non possono essere considerati un optional di cui la città può fare a meno. Chiediamo dunque che la Commissione Cultura del Consiglio comunale si trasformi in un tavolo di confronto permanente che coinvolga gli operatori e le realtà che lavorano nel settore culturale, in modo da verificare la fattibilità in sicurezza delle manifestazioni dell’Estate-Autunno 2020 e fissarne il calendario nel giro di poche settimane.
Su Asti Teatro l’amministrazione comunale si impegni, se sarà possibile in base alle disposizioni in materia, a realizzare gli spettacoli in calendario in luoghi aperti garantendo il rispetto delle distanze e delle norme sanitarie.
L’amministrazione si attivi da subito, pur nei rigori dei dettati della legge, a valutare la realizzazione di rassegne in spazi all’aperto garantendo la massima sicurezza di pubblico, artisti e personale, combinando un sistema di ingresso a turni, posti disegnati a terra distanziati, la disponibilità per tutti di mascherine e gel igienizzanti per le mani.