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Asti, la minoranza chiede l’attivazione di un tavolo sociale sui nidi e centri estivi

"Ci chiediamo come si possa garantire il diritto alla socialità e al gioco mantenendo il distanziamento sociale, specialmente all’interno di un nido."

Riceviamo e pubblichiamo.


Abbiamo letto le linee guida generali per la riapertura di centri estivi rivolti ai bambini e agli adolescenti: le parole che ricorrono più frequentemente sono: “il diritto del bambino all’incontro sociale e al gioco” e “sicurezza e salute”.
Ci chiediamo, però, come si possa garantire il diritto alla socialità e al gioco mantenendo il distanziamento sociale, specialmente all’interno di un nido.

Negli anni l’asilo nido è diventato un luogo educativo, un luogo di relazione in cui l’adulto non risponde soltanto ai bisogni fisici di un bambino ma soprattutto ai bisogni emotivi, affettivi, cognitivi, sociali e relazionali.
Ci rendiamo conto, tuttavia, che occorre pensare a come aiutare le famiglie che, con la ripresa del lavoro, non sanno come organizzarsi con i propri figli.

E qui si apre un dibattito sulla funzione del Nido: da luogo di relazione educativa a risposta assistenzialistica a favore delle famiglie, con il rischio di un ritorno indietro di almeno una trentina d’anni.

Il distanziamento sociale, che è la regola n.1 per evitare la trasmissione del virus, come si può conciliare con i bambini piccoli (lattanti)?
Non staremo a disturbare noti psicopedagogisti ma è evidente ad ognuno che i bambini (specialmente i più piccoli) conoscono portando alla bocca gli oggetti, scoprono la conoscenza, il piacere, la consolazione attraverso la relazione, il contatto, l’abbraccio.
Come si possa creare una relazione educativa negando queste opportunità è difficilmente comprensibile.

C’è poi i problema degli spazi.
In estate può essere più facile utilizzare, per un gruppo, lo spazio esterno (che va comunque attrezzato con materiali idonei) ma all’interno occorrono adeguamenti strutturali (bagni, ad esempio) oggi non adeguatamente disponibili.

Per non parlare del personale.
Si è puntato in questi anni al superamento della figura rigida dell’educatore di riferimento: con le nuove normative non sarebbe più possibile e il problema si porrebbe in modo serio quando l’insegnante del nido dovesse essere assente per malattia. Chi accoglierebbe il bambino? Chi gestirebbe lo spaesamento, il pianto, la crisi, la ricerca di rassicurazione?

Infine: il problema dell’assembramento, non tanto quello dei genitori che si ritrovano per entrare o uscire dalla struttura quanto quello dei bambini ( o dei genitori) che potrebbero essere asintomatici e portatori del virus.
Sono previsti tamponi per i bambini, i genitori, il personale? E con quale frequenza?

Crediamo che una seria riflessione sull’argomento vada fatta, con la partecipazione di tutte le forze politiche e di tutti gli esperti ( medici, educatori, ecc) perché occorre dare risposte certe alle famiglie tenendo contemporaneamente presenti la funzione educativa del nido, il diritto alla salute e lo sviluppo della persona.
Per queste ragioni chiediamo, come qualcuno di noi aveva già chiesto, l’attivazione di un tavolo di lavoro immediato che analizzi con onestà le difficoltà e sappia proporre soluzioni.

I consiglieri comunali di minoranza
Angela Quaglia- (CambiAMO Asti)
Angela Motta- (Italia viva)
Maria Ferlisi. Luciano Sutera Sardo- Giuseppe Dolce (PD)
Massimo Cerruti- Davide Giargia- Martina Veneto- Giorgio Spata (Movimento 5 Stelle)
Michele Anselmo- Mauro Bosia ( Uniti si può)
Mario Malandrone ( Ambiente Asti)