Lavori in rete, dopo il Coronavirus sarà boom

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Un’emergenza che si è abbattuta sul nostro paese e che ancora non accenna a passare: il Coronavirus ha portato evidenti criticità in materia di emergenza sanitaria ma non solo. L’economia mondiale sta subendo duri colpi e ci si domanda quale potrà essere il futuro una volta che il virus sarà alle spalle.

La parola d’ordine che mette tutti d’accordo sembra essere web: ripartire dalla rete, è questa la tendenza comune indicata come ricetta per rialzare la testa. D’altra parte già nel pieno dell’emergenza è alla rete che ci si sta rivolgendo per tutta una serie di operazioni, a partire proprio dallo smart working per quelle figure professionali che possono lavorare anche da casa con modalità multimediale.

Reiventarsi in rete: sarà questa la strada?

Ecco allora che potrebbe esserci bisogno di reinventarsi sfruttando il web per creare un business, per formarsi o semplicemente per utilizzare tecnologie multimediali facilitando diverse operazioni. Fosse anche soltanto ricorrere alla rete per effettuare pagamenti di varia natura, limitando in questo modo gli spostamenti dalla propria abitazione.
Lavorare ma anche studiare, operazioni che possono essere portate avanti in rete: già in questo periodo stanno incrementando le attenzioni per quelle figure che operano in rete a livello professionale, come ad esempio nel web marketing. Ma in materia di formazione si sta assistendo anche ad una attenzione per quello che riguarda il mondo degli investimenti in rete, come si può vedere leggendo l’articolo di WebEconomia sui corsi di trading.
Non si parla di un lavoro vero e proprio, questo è bene dirlo dato che sul tema si fa spesso molta confusione; eppure sono in tanti coloro i quali si dedicano al trading online come fosse una professione vera e propria.

Una spinta al Digital

Utilizzare ancora di più la rete, sarà questa la strada: non a caso nel decreto Cura Italia sono state inserire anche misure che vanno a tutelare l’operatività di aziende che forniscono accesso internet. Una spinta al concetto di digital che ha l’obiettivo di assicurarsi che il picco di traffico internet generato in Italia a seguito dello smart working non crei disservizi sulla rete.
E nel futuro prossimo potrebbero esserci anche altri misure orientato in questo senso, a partire proprio dall’introduzione della rete 5G, la banda ultra larga per le imprese che viaggerà tramite fibra ottica. Una modernizzazione più che importante dato che ad oggi il 35% circa degli italiani non è coperto ancora da una rete ottimale per l’accesso ad internet. E visto che la ripartenza potrebbe essere di matrice multimediale, non ce lo possiamo permettere.

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