In Piemonte continua la grave carenza di dispositivi di protezione per infermieri e operatori

Il presidente del Nursing Up scrive a Mattarella

Il Nursing Up, sindacato degli Infermieri e delle professioni sanitarie, sottolinea che la carenza di dispositivi di protezione nelle aziende sanitarie del Piemonte continua a essere alta e preoccupante, ciò nonostante gli annunci della Regione e dell’Unità di Crisi relativi a un superamento di queste necessità dovuto alla distribuzione degli stessi. Distribuzione che, invece a quanto ci risulta non è stata sufficiente.

Le stazioni di distribuzione dei dispositivi di protezione (mascherine, camici, soprascarpe…) non riescono in alcun modo a soddisfare le necessità di tutte le aziende sanitarie della nostra regione. Qualche cosa è arrivato, certo, ma a oggi non è sufficiente ciò che è stato distribuito. Addirittura, ci risulterebbe che i magazzini della Protezione Civile di Grugliasco, dove sono stoccati di dispositivi da distribuire, siano quasi giunti a esaurire tutto il materiale.

Il Segretario regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri, aggiunge “Continuiamo a sottolineare come i dispositivi di protezione siano un fondamentale e irrinunciabile presidio di sicurezza che deve essere messo a disposizione di chi opera a contatto con i malati Covid e negli ospedali in generale. Dispositivi che in questo momento continuano a non essere sufficienti.

Dalla Regione e dall’Unità di Crisi le distribuzioni non sono sufficienti. Diverse aziende, in diversi territori del Piemonte, sono costrette a fare affidamento sui privati o sulle proprie forze per poter fare fronte alle necessità di dispositivi.

Un fatto inaudito. A tempo debito chi ha avuto delle responsabilità in queste gravissime mancanze dovrà rispondere di quanto ha deciso. È anche per questo che è necessario bloccare gli emendamenti, o l’unico emendamento rimasto, finalizzati a introdurre nei decreti del Governo la norma che possa salvare i dirigenti della sanità da eventuali responsabilità penali e civili.

Per questo speriamo che la lettera inviata dal nostro Presidente nazionale, De Palma, al Presidente della Repubblica, ottenga il risultato sperato.

La vergogna di essere lasciati soli ad ammalarci, in qualche caso anche di essere stati lasciati ad affrontare la morte, senza le dovute protezioni che lo Stato in prima battuta e poi le Regioni avrebbero dovuto garantirci, non può essere messa sotto silenzio.

La vergogna che qualcuno intenda in modo nemmeno tanto velato, passare un colpo di spugna sulla inequivocabile carenza di camici, tamponi e mascherine, su un vergognoso utilizzo del personale, troppe volte mandato allo sbaraglio senza garantirgli le imprescindibili dotazioni di dispositivi di protezione per tutelare il proprio stato di salute e quello del prossimo, e su tutta un’altra serie di problematiche legate a comportamenti omissivi o commissivi che chiedono di essere valutati dalla magistratura, non può essere taciuta.

Noi pretendiamo che i dispositivi protettivi, quelli certificati, verificati e utilizzabili negli ospedali, siano messi a disposizione di tutti gli operatori e infermieri, nel numero adeguato di pezzi, già da oggi”.

Scarica la lettera inviata dal Presidente del Nursing Up, Antonio De Palma al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: APPELLO PRESIDENTE REPUBBLICA