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Asti, 1098 i controlli anti Covid della polizia municipale. Bona: “Gli astigiani si comportano bene”

“Devo dire che gli astigiani si stanno comportando bene. I controlli ci sono ma c’è soprattutto collaborazione da parte dei cittadini che hanno fatto sì che la situazione ad Asti fosse sempre tranquilla”.
Commenta così l’assessore alla sicurezza Marco Bona alla nostra richiesta sul numero dei controlli effettuati da parte della polizia municipale nei servizi messi in atto per il rispetto dei decreti anti contagio.

I dati sono aggiornati al 20/04/2020: ad Asti sono state controllare 1098 persone e le sanzioni comminate sono state 90.
1004 i locali controllati con la contestazione di 3 violazioni.
Poco più dell’8% , quindi le situazioni che hanno visto comminare una sanzione sul totale dei controlli. Di queste 90 sanzioni, 25 hanno portato a una denuncia penale. “Ma tra queste denunce penali – spiega Bona – molte sono quelle che sono state effettuate prima del decreto legge del 25 marzo, che ha trasformato la denuncia penale in una sanzione amministrativa”
Il decreto ha infatti depenalizzato le sanzioni per chi violava le regole del confinamento, con efficacia retroattiva anche rispetto a quelle dei giorni precedenti.

“All’inizio ci siamo concentrati sui luoghi dove era più alto il rischio di aggregazione – continua l’assessore – come la passeggiata di Viatosto o i parchi cittadini Ma anche in occasione dei fine settimana o del ponte pasquale non ci sono state particolari criticità”.
Da una parte, quindi, la collaborazione dei cittadini, dall’altra invece anche ragionevolezza da parte delle forze dell’ordine che non hanno portato nella nostra città a casi di eccesso di zelo come descritti dai giornali nazionali in altre parti d’Italia.

Altro capitolo è quello legato alle verifiche sui locali, che è stato un compito demandato in via principale alla polizia municipale assieme alla Guardia di Finanza. “I locali sono stati controllati soprattutto nella prima fase di emergenza, poi via via il decreto ha chiuso le fila di chi poteva stare aperto – conclude Bona – anche in questo caso, le contestazioni sono state minime, e le uniche difficoltà sono state quelle interpretative delle norme sulle chiusure ed aperture dei locali”.