Le Rubriche di ATNews - Il Cerchio Magico

Il Cerchio magico: Nelle nostre mani il modo di affrontare questi tempi

Domenica 8 marzo abbiamo vissuto una giornata internazionale delle donne molto particolare: non ci sono stati cortei, niente piazze piene, poche mimose in giro e poca, pochissima voglia di festeggiare. Eppure, in quest’atmosfera sospesa, carica di tensione e apprensione, le donne non hanno smesso di celebrare la vita: negli ospedali ad assistere i malati, nelle case ad occuparsi dei bambini, partorendo, accudendo, scrivendo, facendo ricerca, immaginando strategie di smartworking per i propri dipendenti, provando a fare lezione on line.

Le giornate internazionali, così come le feste sono lì a ricordarci di fare attenzione all’esistente, a ciò che è sempre presente alle nostre vite senza che ne siamo coscienti, come le ingiustizie, le diseguaglianze, le strutture di oppressione, ma anche la gentilezza, la nostra meravigliosa diversità e le infinite creature esistenti. Per questo – forse – provare a tener vivo il senso della festa è ancora più importante in questo periodo di isolamento e paura. La festa non è solo convenire in tanti in un unico luogo per celebrare: è coltivare la gratitudine, la cura reciproca, la speranza, tutte cose che possiamo e dobbiamo continuare a fare.

Quel giorno, con mia figlia, abbiamo cercato di fare una torta mimosa. Non siamo granché come pasticcere, ma ci siamo divertite tanto e alla fine era sorprendentemente buona, così abbiamo videochiamato la nonna perché condividesse con noi almeno virtualmente la nostra gioia. Ed è stata festa davvero. Certo non nel modo che avrei voluto: in piazza, con tante donne, ma è stata la festa che potevamo costruirci in quel momento a partire dalle condizioni date e che – a ben vedere – sono di estremo privilegio.

Queste settimane non sono state e non saranno facili, il senso di isolamento mette alla prova tutti e soprattutto i più fragili e soli, ma restare in casa è l’unico modo che abbiamo ora per esprimere una vera cura nei confronti della comunità, dei nostri cari, di noi stessi. Allora forse provare a darsi dei momenti di festa, delle giornate che suonino diverse dalle altre grazie a piccoli segni, può aiutare sia noi che i nostri bambini e i nostri anziani a non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento e dal senso di ineluttabilità.

Non tutto è nelle nostre mani, anzi capiamo ogni giorno di più che la passività, il subire, sono parti imprescindibili dell’esperienza umana, ma è nelle nostre mani il modo di affrontare questi tempi, la scelta di mettere testa e volontà in ciò che possiamo, oggi. E questo lo possiamo fare: continuare a vivere la festa, a celebrare la vita.

Paola Lazzarini

Il Cerchio Magico: Donne violate, dove cercare la speranza