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Coronavirus Asti, i sindacati della Polizia chiedono provvedimenti urgenti a tutela della salute degli operatori

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta inviata dalle Segreterie Provinciali di Asti di SIULP – SAP – Federazione COISP – SIAP – FSP Polizia di Stato – SILP CGL al Questore di Asti, alla Segreteria Nazionale Del S.I.U.L.P., alla Segreteria Nazionale Del S.A.P., alla Segreteria Nazionale Della Federazione C.O.I.S.P., alla Segreteria Nazionale Del S.I.A.P., alla Segreteria Nazionale Della F.S.P. Polizia Di Stato e alla Segreteria Nazionale Del S.I.L.P. – C.G.I.L.

OGGETTO:- Emergenza Nazionale da Covid-19 (coronavirus).
Richiesta congiunta per provvedimenti urgenti a tutela della salute degli operatori di polizia della provincia di Asti.
Le scriventi OO.SS.,,
in virtù del continuo aggravarsi dello stato di emergenza nazionale ed internazionale causato dal COVID- 19 Coronavirus, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha dichiarato lo stato di Pandemia;
delle continue disposizioni ministeriali ed interministeriali che si susseguono, non ultimo il DPCM 11 marzo 2020;
in qualità di R.L.S. provinciali, , richiamando quanto già richiesto con la precedente comunicazione del 12 marzo 2020, in merito alla quale, sino ad oggi non abbiamo registrato alcun riscontro formale;

Per quanto appena enunciato, le OO.SS. firmatarie:-
ribadiscono la necessità di predisporre l’immediata sospensione totale dei servizi amministrativi e di sportello offerti al pubblico da parte di tutti gli uffici con eccezion fatta per i casi di comprovato stato di necessità, urgenza o gravità. La richiesta appare ancor più ragionevole in considerazione dell’incremento registrato in merito ai servizi di controllo del territorio, disposti per scoraggiare la mobilità delle persone dal proprio domicilio;
chiedono nuovamente di predisporre la fornitura individuale di D.P.I. mascherine e guanti monouso, da utilizzarsi obbligatoriamente quale protocollo di sicurezza anti-contagio, (a turno di servizio), laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, tanto per le attività da espletarsi in ufficio, quanto per i servizi di controllo, evidenziando qualora ve ne fosse bisogno che tale misura è dettata non solo dal rapporto dipendente/utenza ma anche dal rapporto dipendente/dipendente e che in concreto la tipologia dei servizi svolti dagli Operatori di Polizia implicitamente non consente il rispetto della distanza minima interpersonale, né di evitare di entrare materialmente in contatto con oggetti potenzialmente esposti a contaminazione. A tal proposito invitano responsabilmente le SS.LL. di attivarsi nell’immediato per il reperimento di tale materiale e della sua consegna agli interessati, per il loro uso quotidiano, non scoraggiando, ma, anzi incentivandone l’uso fra gli operatori che già ne siano in possesso di tali dispositivi o comunque di analoghi sistemi di protezione in proprio possesso personale, quant’anche fossero artefatti, quale buona prassi per ridurre la veicolazione degli agenti virali trasmissibili nonché di trasmettere nel cittadino una percezione di sicurezza nell’approcciarsi con il medesimo;

chiedono inoltre di incentivare operazioni di sanificazione in ogni luogo di lavoro e non solo nelle zone in cui vi è stato accesso al pubblico, ma in tutti gli uffici e luoghi comuni (corridoi, ascensori, alloggi collettivi di servizio, sala operativa, ecc.) ed in particolare dei veicoli di servizio in quanto anche gli Operatori di Polizia sono potenziali veicoli di diffusione, trasmissione e ricezione del virus anche tra loro stessi, al pari di ogni altra persona;
chiedono, per non chi non vi abbia già provveduto, di consentire, a richiesta, la riduzione della presenza di personale sul posto di lavoro. Ciò, viene ribadito, nonostante la disponibilità già oralmente palesata dalle SS.LL. in merito ad elasticità e flessibilità sugli orari di servizio e sulla concessione di giornate di congedi e permessi nei diversi istituti previsti dalle normative.
ribadiscono, nuovamente, di limitare la promiscuità e le possibilità di contagio tra lavoratrici/lavoratori di uffici diversi. Quindi, predisporre che vengano impiegati, nei servizi di controllo sopra citati, personale, che già nella quotidianità, lavora affiancato nei propri uffici, creando equipaggi a coppia fissa.
In aggiunta a quanto sopra, si richiede si venire messi a conoscenza del fatto se, per caso, sia stato già individuato un luogo/appartamento/alloggio dove “ricoverare” in isolamento sanitario il personale accasermato che dovrebbe effettuare la quarantena domiciliare, ovviamente senza avere contatti con altri accasermati, ed in caso positivo, se sia stato inserito nel D.V.R.-
Sottolineando che le richieste di cui sopra sono ritenute dalle scriventi OO.SS. indispensabili ed indifferibili, nell’ottica della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, dei loro famigliari e della collettività intera, si confida nella giusta sensibilità e senso di responsabilità da parte della SS.LL., nel favorevole accoglimento delle stesse e nell’emanazione di opportune disposizioni affinché queste non vengano disattese in fase di applicazione dal personale tutto e dai responsabili delle articolazioni interne degli uffici .
In ultimo, è d’uopo far presente che la Direzione Centrale delle Risorse Umane, con circolare n.333- G/Div.2-2501-03-04/aa.gg, ha riconosciuto, al personale impiegato “esclusivamente” nei servizi operativi esterni relative alle misure di contenimento della problematica in disamina, l’indennità di ordine pubblico.
Successivamente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con DPCM del 9 marzo 2020, ha esteso all’intero territorio nazionale le misure di contenimento di cui trattasi, con particolar modo al divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, limitando lo spostamento delle persone fisiche sul territorio ed altre misure di limitazione e chiusura oramai ben note, misure ulteriormente rafforzate con il DPCM dell’11.3.2020. In data 13.3.2020 il dipartimento della Pubblica Sicurezza, con nota prot. n.333-G/Div.2- 2501.03.04/aa.gg., per il carattere eccezionale dell’emergenza, ha disciplinato il trattamento economico dovuto al personale della Polizia di Stato al fine di corrispondere l’indennità di ordine pubblico ai servizi operativi esterni su strada che hanno il compito di verificare e fare osservare le misure sancite dai richiamati Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per tali ragioni, si sollecita la S.V. a ricomprendere nelle ordinanze di servizio di quanto in disamina al personale operante l’indennità di ordine pubblico anche in maniera retroattiva
Si ringrazia.

SIULP SAP Federazione COISP SIAP FSP Polizia di Stato SILP CGL
Mulè Principe Curcio Berardi Cerrato Del Trotti