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Comunicare la bellezza: speciale “Gandolfino da Roreto” (terza parte)

Conoscere l’arte astigiana descritta da un giovanissimo appassionato. Terzo appuntamento con il nostro speciale su Gandolfino da Roreto.


Interprete sensibile del rinnovamento culturale che stava travolgendo l’Europa del suo tempo, Gandolfino da Roreto, artista cuneese vissuto ad Asti a cavallo tra il XV e il XVI secolo, è annoverato tra i principali esponenti del rinascimento piemontese. Oggi poco conosciuto, nel corso della sua carriera divenne il principale artista astigiano realizzando opere di grandissimo pregio e conducendo una bottega tra le più importanti della scena Piemontese.

adorazione dei magi

Testimonianza straordinaria dell’evoluzione stilistica di Gandolfino ci giunge dalle sue opere minori, in particolare dall’Adorazione dei Magi. Realizzata nel primo decennio del Cinquecento su commissione di due prelati della famiglia Cacherano, l’Adorazione dei Magi si colloca oggi nella Navata sinistra della Chiesa di San Secondo. In una cornice di squisita fattura si colloca la tavola raffigurante l’adorazione, circondata dalle rappresentazioni di cinque santi, ben riconoscibili dai rispettivi simboli. L’opera costituisce un’importante prova dell’evoluzione del Gandolfino di quegli anni a seguito del suo avvicinamento alla pittura fiamminga e a quella cremonese, che sarebbe culminata con la realizzazione nel 1516 della Pala Solaro.

Tra le altre opere astigiane si annoverano l’affresco “Madonna col bambino tra San Marco e San Secondo” (nella foto di copertina), conservata nel Santuario della Madonna Del Portone e per lungo tempo oggetto di intensa devozione popolare, il “Compianto sul Cristo Morto”, conservato in Cattedrale, e una “Madonna in trono con bambino” e una “Natività” collocate nella Chiesa di Santa Maria Nuova.

Compianto sul Cristo Morto

Compianto sul Cristo Morto

Madonna in trono con bambino

Madonna in trono con bambino

Natività

Natività

Artista spesso trascurato dalla storia dell’arte, anche nella città che lo rese immortale e che grazie a lui conobbe un nuovo modo di dipingere, Gandolfino da Roreto seppe, nel microcosmo del rinascimento piemontese, farsi interprete straordinario dei profondi rinnovamenti che conobbe la pittura del XVI secolo. Grazie ad uno stile sapiente, arricchito dagli influssi liguri, cremonesi e fiamminghi, riuscì a realizzare opere di straordinaria modernità, patrimonio prezioso e spesso poco valorizzato in ambito astigiano. Riscoprire la pittura di Gandolfino significa riscoprire le origini della nostra arte e, soprattutto, riscoprire le nostre radici in un momento storico tanto cruciale quanto culturalmente vivace per l’Italia. Quelle stesse radici che vivono sempre dentro di noi e alle quali possiamo guardare in ogni momento per ricordare chi siamo.

Lo speciale è stato realizzato nell’ambito del progetto PON “Il Rinascimento astigiano nella figura di Gandolfino da Roreto” del Liceo Scientifico Vercelli. Il progetto, risalente all’anno scolastico 2018/2019, ha coinvolto un gruppo di studenti in un lavoro di ricerca, documentazione e analisi della storia e delle opere dell’artista grazie allo studio di numerosi testi, dalla “Leggenda aurea” di Jacopo da Varazze alle più moderne pubblicazioni di carattere storico-critico.