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Un’opera di Licini del Museo Civico di Moncalvo in mostra nelle Marche

Dopo “la trasferta” della Natura Morta lo scorso anno, un secondo quadro di Osvaldo Licini, ospitato dal Museo Civico Città di Moncalvo sarà protagonista nelle Marche. Infatti, a Monte Vidon Corrado, in provincia di Fermo, città natale dell’artista, dal 18 aprile al 30 agosto si potrà ammirare la mostra “La Regione delle Madri – I paesaggi di Licini“, curata da Daniela Simoni, del Centro Studi Licini, a cui la Collezione Montanari del museo gestito da A.L.E.R.A.MO. Onlus presterà “Paesaggio marchigiano“, un olio su tela del 1926 appartenente al primo periodo del pittore marchigiano, quello figurativo.

Si tratta di un paesaggio collinare delle Marche che però potrebbe anche ricordare le nostre colline monferrine, solo un po’ più verdi. – ci spiega Maria Rita Mottola, Presidente di A.L.E.R.A.MO. OnlusIl quadro è caratterizzato da un gesto pittorico particolarissimo, come del resto le altre opere di Licini, e rende tutto molto ‘sognante’. Il fatto che questo quadro andrà a fare parte della mostra ci rende molto orgogliosi.”

In vista di questa mostra nel Comune che ha dato i natali all’artista, al Museo Civico di Moncalvo i curatori hanno fatto analizzare l’opera dal professore dell’Università di Pisa Mattia Patti che, come ci racconta Mottola, “è venuto al museo per un lavoro di ricerca e, dopo averlo analizzato, ha confermato che si tratta di un bellissimo dipinto”.

Moncalvo, dunque, è sempre più proiettata verso la cultura, per farsi conoscere come “Polo Culturale” del Monferrato.

“Sono molto contento della proficua collaborazione con altre realtà culturali italiani – commenta l’iniziativa l’Assessore alla cultura di Moncalvo, Andrea Giroldo. – Quello di Moncalvo è un museo straordinariamente ricco per una piccola cittadina come la nostra e adottare politiche culturali espansive e sinergiche sono fondamentali per far conoscere il nostro museo e per mostrare le opere di valore che ospita.”

La rassegna indagherà il rapporto tra Licini e il suo territorio, le vedute francesi e quelle svedesi, le fonti pittoriche e quelle letterarie, il paesaggio descritto nelle lettere e quello disegnato o dipinto, l’interiorizzazione del paesaggio fino alle proiezioni cosmiche degli ultimi anni. Nella mostra saranno esposti circa 90 oli e 20 disegni di Licini provenienti, oltre che dal Museo Civico di Moncalvo, anche dal Museo Novecento di Firenze, dal Museo d’Arte Contemporanea di Ca’ Pesaro a Venezia, dal Centre Pompidou di Parigi, dalla Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno, dal Museo Palazzo Ricci di Macerata, dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza e da molti collezionisti privati.

Ma la vivacità della città aleramica non finisce qui. Anzi, questa è una delle tante iniziative che vede Moncalvo protagonista di una rinascita culturale. A partire dal progetto della stessa A.L.E.R.A.MO. Onlus, ideato da Giancarlo Boglietti, di riorganizzare le sale del museo e restaurarne le sue opere, per la realizzazione di un percorso visivo integrato tra arte e letteratura, vista la condivisione del palazzo di Via Caccia 5 con la Biblioteca Comunale.

E mentre si prepara il “Paesaggio Marchigiano” alla trasferta nella terra natia, si programmano già nuovi prestiti. Infatti, non solo le opere di Licini, ma anche le “Nature morte” di Orsola Caccia saranno protagoniste di una prestigiosa mostra. E’ una notizia che ci anticipa lo stesso Assessore: “Tra fine 2020 ed inizio 2021 presteremo le opere di Orsola Caccia per un’importante mostra sulle donne nell’arte nel ‘600 che sarà ospitata da Palazzo Reale, a Milano“. La rassegna si intitolerà “Le signore del barocco” e ruoterà su personaggi femminili conosciuti come, tra le altre, Artemisia Gentileschi, e rientra nell’ambito di una lunga rassegna sulla creatività delle donne promossa nel capoluogo lombardo.