Contrastare l’ansia è più facile se segui questi consigli

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Si sente spesso parlare di ansia, e non sempre con cognizione di causa. Per questo, prima di capire come combatterla, è necessario chiarire di che cosa si tratta e come si manifesta. Tale condizione consiste in un meccanismo biologico di fondamentale importanza per il corpo umano, dal momento che permette di segnalare l’esistenza di un pericolo potenziale. I modi in cui si manifesta l’ansia sono diversi, nel senso che accanto ai sintomi fisici ci sono anche quelli di natura comportamentale e quelli di tipo psicologico.

Quali sono i sintomi dell’ansia

Nel novero dei sintomi fisici dell’ansia rientrano, in particolare, le vampate di calore, le vertigini e la tachicardia. Sono sintomi di natura comportamentale, invece, l’immobilità e il suo opposto, vale a dire l’agitazione motoria; lo stesso dicasi per la tendenza a non compiere specifiche attività. Infine, la difficoltà a memorizzare o a concentrarsi è uno dei sintomi psicologici più tipici, insieme con la difficoltà a prendere sonno e una preoccupazione molto forte prolungata nel corso del tempo. I soli indicatori di uno stato di ansia, in alcuni casi, possono essere rappresentati da sintomi fisici quali la spossatezza o la tensione muscolare: ciò vuol dire che l’ansia si manifesta nel corpo ancora prima che nel cervello.

Gli stati d’ansia non sono tutti uguali

Ovviamente l’ansia non è sempre uguale, nel senso che si può avere a che fare con livelli differenti. Per esempio, livelli di ansia bassi e sporadici non devono destare preoccupazione, e anzi sono utili, dal momento che permettono di far fronte a situazioni di pericolo e di difficoltà. Episodi di ansia di questo tipo devono non solo essere accettati, ma anche sfruttati in modo positivo e proattivo, in quanto veri e propri stimoli. Insomma, niente che debba essere eliminato, magari con un farmaco: l’ansia non è sempre patologica. Lo diventa solo quando essa si manifesta con costanza e va a condizionare in senso negativo la qualità della vita. In linea di massima, per curare i disturbi d’ansia è consigliabile contattare uno psicoterapeuta o uno psicologo se gli stati d’ansia durano almeno da 6 mesi, fermo restando che nulla vieta di rivolgersi a un professionista anche prima.

L’ansia da prestazione

Un particolare tipo di ansia può essere individuato nell’ansia da prestazione, che subentra nel momento in cui si ha paura di non raggiungere particolari standard in termini di produttività, di rendimento, di visibilità, e così via. Si può sperimentare l’ansia da prestazione nell’intimità con i propri partner o su un palcoscenico, sul posto di lavoro o in un campo da calcio. La paura è che, qualora gli standard a cui si ambisce non vengano raggiunti, possa essere compromessa la propria reputazione, basata sull’immagine che hanno gli altri. Un vissuto d’ansia, al contempo, può essere il segnale che non ci si sente realizzati ma ci si sta adattando a modelli esterni, sulla base di pressioni sociali che magari si combinano con un vissuto di poca autostima.

L’ansia e la paura non sono la stessa cosa

È bene chiarire che ansia e paura sono due condizioni differenti: non solo a livello di definizione, ma anche dal punto di vista scientifico. Pochi anni fa sull’American Journal of Psychiatry è stato pubblicato uno studio di due neuroscienziati famosi, Daniel Pine e Joseph LeDoux, che ha permesso di scoprire che l’ansia e la paura derivano da differenti circuiti neuronali. Ciò non toglie che in circostanze che vengono ritenute pericolose si possa sperimentare uno stato ansioso; tuttavia nella maggior parte dei casi tali vissuti hanno a che fare con la percezione dello stress. Altre ricerche hanno messo in evidenza che la predisposizione all’ansia può dipendere dal corredo genetico e dall’ambiente familiare in cui si è cresciuti.

Cosa fare quando si è ansiosi

Per fortuna l’ansia è un problema che si può risolvere adottando vari accorgimenti. Un potenziale rimedio, per esempio, consiste nel concedersi una passeggiata in mezzo alla natura, ma si può provare anche a eseguire dei respiri profondi, in modo che l’attenzione si focalizzi sulle sensazioni provate dal corpo. L’attività fisica, a sua volta, è utile, sia perché permette di scaricare la tensione, sia perché richiede concentrazione, e quindi consente di distrarsi rispetto agli eventi che hanno provocato lo stato ansioso.

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