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Servizi e strutture per le fasce deboli: sopralluogo del Cogesa al Progetto Pilota di Villafranca d’Asti

Proseguono i sopralluoghi del Consiglio di Amministrazione del Cogesa nei cantieri in corso per la realizzazione del primo stralcio del Progetto Pilota che prevede la realizzazione di servizi e strutture destinati alle fasce deboli in edifici messi a disposizione dai Comuni o da soggetti privati.

Dopo la visita al Gruppo appartamento per disabili in via di realizzazione finanziato parzialmente dalla Regione Piemonte con i fondi della Legge “Dopo di noi” che si propone di promuovere e favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità, i componenti del C.d.A. si sono recati presso gli immobili messi a disposizione dal Comune di Villafranca d’Asti.

A conclusione della ristrutturazione in corso, gli edifici saranno destinati a Centro per le Famiglie (attualmente situato in locali locati dalla Casa di Riposo di Villafranca) ed in parte a Gruppo appartamento mamma bambino. La tipologia di struttura destinata all’autonomia risponde ad esigenze di accoglienza e di sostegno in tutte le situazioni correlate a necessità di protezione dei minori e di supporto alle capacità genitoriali che, in quanto tali, richiedono la presenza significativa e continuativa di personale adeguatamente qualificato.

“Risponde inoltre ad ulteriori esigenze di accoglienza che riguardano persone con una significativa capacità di autogestione, anche acquisita a seguito di un precedente percorso in strutture a forte valenza educativa, che necessitano di un ulteriore sostegno, di minore intensità, finalizzato ad agevolare l’acquisizione della completa autonomia di gestione della propria vita – spiegano dal Cogesa – Si tratta dunque di strutture che accolgono persone che necessitano di seguire un percorso di sostegno ed accompagnamento verso l’autonomia. Gli ospiti possono essere gestanti, genitori con bambini, minori di età non inferiore ai sedici anni e giovani fino ai ventuno, già ospiti di strutture residenziali o in affidamento familiare, che non possono tornare nella famiglia di origine”.