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“Gli italiani di Tito” nell’agenda dell’Israt per il Giorno del ricordo: incontro al Polo universitario di Asti

 

Si moltiplicano, nell’agenda dell’Israt, gli appuntamenti sulla storia contemporanea.

Mentre proseguono gli eventi per la Giornata della memoria, è fissata per giovedì 6 febbraio la presentazione del libro “Gli italiani di Tito” (Rubbettino Editore) con l’autore Enrico Miletto: se ne parlerà al Polo Universitario Rita Levi Montalcini a partire dalle 17 (ingresso libero).

L’appuntamento si svolgerà in occasione del Giorno del ricordo, ricorrenza nazionale (10 febbraio) voluta per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

“Argomenti su cui l’Israt – ricorda il direttore scientifico Mario Renosio – lavora da almeno vent’anni, cioè da prima che venisse istituito il Giorno del ricordo (2004). Gli interventi nelle scuole e le conferenze pubbliche inseriscono il tema delle foibe nell’ampio e complesso panorama delle mutevoli vicende del confine orientale nella prima metà del ‘900 e l’esodo giuliano dalmata in quello degli spostamenti forzati di ampie porzioni delle popolazioni europee dopo la fine del secondo conflitto mondiale”. Anche i Viaggi della memoria dell’Israt hanno portato a visitare, in passato, il Memoriale della Foiba a Basovizza, sull’altopiano del Carso triestino.

Con Miletto, dottore di ricerca in Storia contemporanea e assegnista al Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino, converserà Renosio.

Come richiama il sottotitolo del libro, “Gli italiani di Tito” analizza la storia della Zona B del Territorio Libero di Trieste e l’emigrazione comunista in Jugoslavia (1947-1954).

In quegli anni la Zona B fu al centro di mutamenti geopolitici, trasformazioni culturali, sociali e demografiche legate alla conclusione della Seconda guerra mondiale, al quadro internazionale e alla questione confinaria, che con la firma del Memorandum di Londra raggiunse un suo punto dí definizione pressoché conclusivo.

Se la prima fase dell’esodo giuliano-dalmata ha ormai trovato una stabile collocazione nel panorama storiografico nazionale, minore risalto hanno avuto le vicende della popolazione italiana della Zona B, rimasta per quasi un decennio sotto l’amministrazione jugoslava.

Le politiche adottate dai poteri popolari, le linee di intervento del governo italiano, l’esodo, la condizione degli italiani rimasti dopo il passaggio dell’area alla Jugoslavia e il loro difficile mantenimento di un’identità culturale e nazionale, rappresentano i principali segmenti dello studio di Miletto, che approfondisce anche le tematiche legate all’emigrazione dei comunisti italiani in Jugoslavia.

Il ricercatore ha pubblicato numerosi volumi, tra cui “Torino ‘900. La città delle fabbriche”, “Laici e solidali. Massoneria e associazionismo a Torino e in Piemonte (1861-1925”), “Istria allo specchio. Storia e voci di una terra di confine”.

[Nelle foto: Enrico Miletto e la copertina di “Gli italiani di Tito”]