Asti, cronaca di un tentato sgombero in Corso Felice Cavallotti

Riceviamo e pubblichiamo.


Cronaca di un tentato sgombero in Corso Felice Cavallotti (come se a raccontarlo fosse la occupante più giovane).

C. è nata ad agosto dell’anno scorso, quindi non ha neanche sei mesi. Due occhioni enormi in un faccino sorridente. E non riesce proprio a capire perché ha rischiato di essere cacciata di casa in una gelida mattina di gennaio.

E c’è ancora pericolo, per lei e mamma-papà-fratellino-sorellina.

Dicono che mamma e papà hanno ‘occupato abusivamente’. Ma che cosa questo cosa voglia dire, C. non lo ha compreso.

Quella casa (due stanzette) prima che arrivassero loro era vuota e sporca e fredda, dentro non ci stava nessuno da tantissimo tempo. I padroni di casa, dei signori che si chiamano ‘Atc’, non ne faranno mai niente, anche se mandano via C. e la sua famiglia.

Perché quei signori preferiscono lasciare le stanzette vuote, piuttosto che lasciarle abitare da loro? E anche quegli altri signori e signore, che si chiamano ‘Comune’: prima avevano detto che li aiutavano, che cercavano un lavoro per papà e un’altra casa per tutti loro, e nel frattempo potevano continuare a stare nelle due stanzette.

Invece quella mattina sembravano proprio cattivi, li volevano mandare via e separarli da papà. Ma C. vuole stare con il suo papà, e poi lui ha bisogno di loro perché parla con le mani e non con la voce, e la mamma lo aiuta a farsi capire dagli altri.
Tutto solo come farebbe? E c’erano ancora degli altri signori con dei nomi strani e difficili, ‘Ufficiali Giudiziari-Digos-Forze dell’Ordine’: dicevano che non ce l’avevano con C. e la sua famiglia, ma che li dovevano mandare via perché quello è il loro lavoro.

Ma che lavoro è? E se non sono d’accordo, non potrebbero dire ai signori ‘Atc’ e ai signori ‘Comune’ che si sbagliano? Proprio come hanno fatto i signori “Coordinamento Asti Est”: c’erano anche loro, si sono arrabbiati tanto, hanno detto agli altri signori che non si poteva fare in quel modo, e alla fine li hanno convinti ad aspettare un pochino.

E adesso come finirà? C. pensa che i grandi facciano le cose troppo difficili. Stanzette vuote e bambini senza stanzette: cosa c’è di più semplice che combinare le due cose? Non vi pare?

Luisa Rasero