Ad Asti si celebra San Francesco di Sales, il patrono dei giornalisti

San Francesco di Sales, il santo protettore dei giornalisti, degli scrittori e dei sordomuti, spesso raffigurato con carta e penna in mano, inventò, a cavallo tra il 1500 e il 1600, un nuovo sistema veloce di “propaganda fide”.

Utilizzava dei foglietti, che lui stesso redigeva e distribuiva, dotati di un lessico semplice, chiaro e sintetico; di facile presa e comprensione, con cui riuscì a catechizzare e fidelizzare una notevole quantità di gente di altro “credo” o addirittura pagana.
Per questo è considerato il precursore dei giornalisti che lo hanno eletto a buon titolo il loro patrono.

La Diocesi di Asti festeggia questa importante ricorrenza, San Francesco di Sales appunto, mercoledì 22 gennaio, alle 18, nel vescovado di via Carducci 50 con il tradizionale incontro degli operatori della comunicazione con il Vescovo Marco: la serata ci condurrà a riflettere sul contenuto del messaggio che papa Francesco pubblicherà in occasione della 54^ giornata delle Comunicazioni Sociali il cui tema è stato anticipato da una nota della sala stampa del Vaticano.

Tante volte Il Santo Padre sottolinea come sia particolarmente prezioso, nella comunicazione, il patrimonio della memoria. Il tema scelto ci invita a comprendere che la memoria non va considerata come un “corpo statico”, ma piuttosto una “realtà dinamica”. Attraverso la memoria avviene la consegna di storie, speranze, sogni ed esperienze da una generazione ad un’altra.

In questo senso è stata organizzata una tavola rotonda di approfondimento alla quale parteciperanno don Dino Barberis, direttore del settimanale diocesano Gazzetta d’Asti, Claudia Solaro, del quotidiano on line At News e Elisa Ferrando, giornalista de La Nuova Provincia.

L’invito è rivolto a tutti i giornalisti e agli addetti alla comunicazione per riflettere sul valore di questa “sollecitazione” e comprendere come intercettare la richiesta rivolta a tutti, nessuno escluso, di fare della comunicazione uno strumento per costruire ponti, per unire e per condividere la bellezza dell’essere fratelli in un tempo segnato da contrasti e divisioni.