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Piemonte: garantite le scuole nei comuni montani e marginali

Con le deroghe al numero minimo di bambini per classe, il Piemonte salva le scuole di montagna e marginali.

Oggi è stato infatti dato parere favorevole a maggioranza da parte della sesta Commissione, presieduta da Paolo Bongioanni, alle due proposte di delibera della Giunta sul piano di revisione e dimensionamento della rete scolastica regionale e su quello dell’offerta formativa per le scuole superiori per l’anno 2020/2021.

L’assessore all’Istruzione Elena Chiorino, nella sua relazione, ha spiegato che la delibera sul piano di revisione e dimensionamento insiste sulla verticalizzazione degli istituti comprensivi per le scuole del primo ciclo (dai 3 ai 14 anni di età) in particolare a Torino e nell’area della Città metropolitana. Garantisce come detto il mantenimento dei plessi scolastici in comuni montani e marginali attraverso deroghe al numero minimo di bambini previsti per classe e il mantenimento di pluriclassi.

La delibera istituisce inoltre cinque nuovi punti di erogazione del servizio di scuola per l’infanzia con dieci sezioni complessive, al fine di garantire la continuità delle prestazioni nei casi di cessazione della scuola paritaria. Interviene infine sulla rete dei Centri per l’istruzione degli adulti, anche in questo caso con l’istituzione di nuovi punti di erogazione del servizio.

Con la seconda delibera, l’offerta formativa per le scuole superiori viene integrata con l’introduzione di nuovi indirizzi di studio. Uno spazio significativo è dedicato all’istruzione degli adulti, con una specifica integrazione dei percorsi a loro dedicati.

Sono intervenuti la consigliera Francesca Frediani (M5s) per chiedere ragguagli sul tavolo sul dimensionamento aperto dall’assessorato con le organizzazioni sindacali, e il consigliere Carlo Riva Vercellotti (Fi) che ha proposto per il futuro una riflessione sul ventaglio dell’offerta formativa per individuare i percorsi più idonei a garantire ai giovani uno sbocco lavorativo.