Lettere al direttore

Mario Malandrone: “Il bilancio comunale è lontano dagli obiettivi di programma che si era posta l’amministrazione”

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Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni sul bilancio di Maria Malandrone.

“Il bilancio comunale è lontano dagli obiettivi di programma che si era posta l’attuale amministrazione.

Anche se non citata dall’assessore al bilancio, la frase che ha accompagnato lo scorso bilancio consuntivo aleggia sul bilancio: “Piuttost che nient , l’è mei piuttost”.

Si è avuto nei giorni scorsi anche un risalto mediatico, a un bilancio di sostanza, con tariffe ridotte, eppure così non è. Un bilancio tecnico e prudenziale, lontano dall’idea di una città che cambia. Un segno meno a quasi tutte le voci di bilancio tranne sui fondi per gli organi istituzionali.

E il “nient” si trova invece su diversi obiettivi : l’ambiente nonostante le posizioni a parole prese dall’amministrazione, le attività produttive e l’agricoltura, gli interventi nelle frazioni. un piano che accompagni la rivoluzione prevista dal piano del traffico, pochissimi fondi sulle politiche giovanili, sulle aree verdi si pota ma non vi è un piano.

Basti pensare che sulla mobilità la voce e titolo di bilancio recita: Garantire le linee essenziali nelle ore di punta. Addio ai 10 alberi ogni pianta tagliata, che potrebbe essere il simbolo del bilancio fatto di potature più che di risorse per la crescita della città.

La questione culturale ci ha visto delegare i musei tenendone le spese a Fondazione Musei, ma a parte le mostre pacchetto non vi è un piano vero e tagli. Questo aspetto torna per il turismo, la tassa di soggiorno in gran parte destinata ad ATL, non viene utilizzata veramente per qualcosa di strutturale.

Rimangono di ordinaria amministrazione, le politiche sociali con diminuzione che ci viene detto sarà integrata in corso d’opera. Non vi sono politiche di sviluppo della città, se non cifre che cubano lo 0,01 % colte da emendamento.

Sul superamento del campo nomadi, fulcro della campagna elettorale, nulla se non 25 000 euro chiesti per accompagnarli socialmente da Fratelli d’Italia e accolti dalla maggioranza, eppure Coppo era andato a risciacquare i panni in Arno in quel di PISA, ma non c’è molto sulla tematica.

Le politiche tariffarie, alzate dal 2017 a oggi, hanno visto una diminuzione della tariffa mensa e dei parcheggi annuali in centro. Non è un trionfo si è tornati in quei casi a tarife che c’erano già.

Imbarizzante il risparmio su ISRAT, realtà che fa ricerca e attività educative, l’emendamento di 22500 euro non si è votato, con semplicemente una tiepida promessa dell’amministrazione. Si è risparmiato lo 0,02 % del bilancio esponendosi a un consiglio strapieno di persone che chiedeva di non tagliare.

Sulle tematiche dei servizi in particolare AEC e ASP, nulla è trapelato sui contratti di servizio.

Vi sono fondi che costituiscono il 10% del bilancio da bandi opera dell’Assessore Morra e Bologna: bene ma fa discutere ancora la pianificazione degli interventi sulle scuole, in particolare la Jona.

E ci si chiede come mai altri assessori non riescano a intercettare bandi su sviluppo del territorio, attività produttive, agricoltura , frazioni.

Le frazioni tanto incensate in campagna elettorale da tutti sono state dimenticate, a eccezione di Castiglione: La giunta si è fermata a Castiglione.

Insomma il “piutost” usato in passato stride con le promesse fatte in campagna elettorale.”

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