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La Cantina di Vinchio-Vaglio chiude positivamente l’anno e guarda al 2020 con una Big Bench a Monte del Mare

“Nel Nord-Ovest siamo ormai diventati un marchio consolidato, sinonimo di ottima qualità e di prezzo giusto, all’estero non ancora, ma è solo questione di tempo”. Parla con sicurezza e ottimismo Renzo Giordano, presidente della Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra, che chiude un’annata positiva festeggiando il sessantesimo anno di attività e guarda al 2020 con tante idee, iniziando ad assaporare i primi vini, frutto della recente vendemmia.

A fare il punto della situazione sono il presidente, affiancato dal suo vice, Cristiano Fornaro, dal direttore Ernestino Laiolo e dagli enologi Matteo Laiolo e Giuseppe Rattazzo. “Tra i progetti che abbiamo in cantiere per l’anno venturo – aggiunge Giordano – quello che più ci sta a cuore riguarda la Big Bench che a marzo inaugureremo in uno dei punti più suggestivi della zona, Monte del Mare a Vinchio: siamo sicuri che costituirà un ulteriore motivo di attrazione non solo per visitatori ma anche degustatori”.

La Cantina di Vinchio-Vaglio chiude positivamente l’anno e guarda al 2020 con una Big Bench a Monte del Mare

Già, perché l’inaugurazione della Big Bench diventerà occasione propizia anche per il varo dell’attesissimo “metodo classico” Alta Langa che la Cantina sta curando da ormai tre anni. Ottenuto da 5 ettari di vigneti di Chardonnay e di Pinot Nero di Castel Boglione, la sua vinificazione prevede un totale di 4400 bottiglie per battezzare la prima annata. E nell’attesa dell’arrivo del nuovo prodotto, una notizia sensazionale che conferma il prestigio di cui gode la Cantina. A partire dal 2020 la Barbera Tre Vescovi 2017 sarà servita in business class sui voli di American Airlines (c’è già un preordine di 21000 bottiglie): quale modo migliore di portare in alto il nome dell’Astigiano e del Piemonte in tutto il mondo? Ma i progetti non si fermano qui.

Obiettivi del 2020 per la Cantina sono il potenziamento del percorso dei nidi e l’attivazione di un’area camper unitamente a un servizio di affitto bici, per promuovere il cicloturismo tra le colline patrimonio Unesco. “Oltre a continuare a lavorare sulla qualità dei vini e a mantenere la nostra attuale clientela, riteniamo sia molto importante creare una sinergia con le altre realtà del territorio per qualificarlo e per dare il giusto valore al bellissimo paesaggio che fa da cornice alle nostre uve” fa da eco Ernestino Laiolo, direttore della Cantina. E se il 2020 si prospetta un anno ricco di iniziative e di passi in avanti, non si può dire che il 2019 lo sia da meno, numeri alla mano. Grazie al lavoro di 192 soci e al frutto di 451 ettari di vitigni (di cui 276 coltivati a Barbera), i quintali di uva raccolti sono stati poco meno di 40 (in lieve calo rispetto all’anno precedente), che hanno prodotto la bellezza di 28 mila ettolitri. Al 31 luglio il numero di bottiglie vendute risulta di 1 milione 37 mila e 500, a cui si aggiungono i Bag in Box, più di 428 mila, che hanno portato a un aumento del 4% delle vendite del fatturato in Italia.

I fiori all’occhiello della produzione continuano a essere il Sei Vigne Insynthesis, Vigne Vecchie, Nizza DOCG, Tre Vescovi, mentre tra le qualità di uva merita una menzione speciale il Barbera d’Asti BIO e il Piemonte DOC Barbera. La Cantina dà attualmente lavoro a più di 30 persone; “Una squadra coesa che si rimbocca le maniche tutti i giorni, quasi una famiglia” commenta l’enologo Matteo Laiolo, che poi aggiunge: “la nostra realtà è riuscita nell’intento di dare lavoro ai giovani, che detengono almeno il 70% della produzione, senza venire meno ai principi della tradizione che continuano a rimanere i capisaldi che regolano la produzione”.