CGIL Asti:”Sull’ISRAT si faccia chiarezza: la Provincia non può chiamarsi fuori”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Luca Quagliotti della CGIL Asti sulla questione dell’ISRAT.


Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Asti Lanfranco sulla futura presenza dell’Ente da lui presieduto all’interno dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Asti, creano dubbi e preoccupazioni.

Siamo ovviamente contenti che la Provincia, in accordo con l’ISRAT, «invierà a tutti i sindaci dell’Astigiano un invito ad aderire al Consorzio, riconoscendone l’importanza storica e di divulgazione, la professionalità e l’equilibrio dimostrato in tutti questi anni».

È sicuramente un fatto positivo, che apprezziamo, ma l’ipotesi di uscire dall’ISRAT, paventata nella stessa dichiarazione, al contrario ci preoccupa e ci lascia perplessi.

Considerato che al momento l’ISRAT non costa nulla alla Provincia, poiché le somme che vengono girate all’Istituto derivano dal finanziamento che lo Stato eroga alle Province ed ai Comuni insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare, non vi è alcuna necessità di una “dismissione” delle proprie quote, essendo, ad oggi, la partecipazione della Provincia gratuita.

L’idea, poi, che l’ISRAT possa essere una società partecipata come le altre è una chiara negazione dei principi e dei valori che l’ISRAT stesso persegue che ci portano a domandare al Presidente della Provincia quali altri enti, società partecipate e consorzi hanno il compito, a suo avviso, di divulgare i valori della Resistenza e della nostra Costituzione: in un momento storico in cui i rigurgiti del fascismo sono sotto gli occhi di tutti, il venir meno della presenza dell’Ente Provincia, che è insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’impegno nella lotta al nazifascismo, è un preoccupante segnale per tutto il Paese, sia sotto il profilo politico sia sotto quello culturale. E non ci dicano che si tratta di un obbligo: conosciamo tutti la legge e se fosse stato un obbligo lo avrebbero già fatto i suoi predecessori. È una preoccupante scelta politica. Se ne assuma le responsabilità politiche, senza nascondersi dietro a ipotetici obblighi o a presunti costi che, come sappiamo, non esistono.

In ultimo, una domanda ancora: come può essere credibile un Ente che invita i Comuni della Provincia di Asti a sostenere e ad entrare nell’ISRAT, se esso per primo se ne vuole sbarazzare? Temiamo che l’assenza della Provincia all’incontro della scorsa settimana non sia stata una casualità. Speriamo di essere presto smentiti con i fatti: di parole se ne son dette anche troppe.

Luca Quagliotti

Segretario Generale

CGIL ASTI