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Bacino del Tanaro: convenzione tra comuni alessandrini e astigiani per accedere a fondi europei e valorizzare il territorio

Sono 33 i comuni coinvolti: Alessandria capofila, 14 quelli astigiani

A seguito di una convenzione tra 33 comuni tra Alessandrino e Astigiano è stata costituita un’Area di Sviluppo Territoriale definita “Bacino del Tanaro”.

Capofila sarà il comune di Alessandria. Gli altri 32 sono (evidenziati quelli astigiani): Alluvioni Piovera, Altavilla, Bassignana, Calliano, Casorzo, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castelletto Monferrato, Cerro Tanaro, Felizzano, Fubine, Grana, Isola Sant’Antonio, Masio, Molino dei Torti, Montecastello, Montemagno, Oviglio, Pietra Marazzi, Portacomaro, Quargnento, Quattordio, Refrancore, Rivarone, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Sale, Scuzolengo, Solero, Tonco, Viarigi e Vignale Monferrato.

Obiettivo è quello di accedere a fondi comunitari, istituzionali pubblici e privati, per avviare programmi volti al  “raggiungimento della coesione sociale, economica e territoriale dell’intera area, attraverso una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, con un’azione coordinata, realizzata conformemente ai principi di sussidiarietà e proporzionalità e di partenariato, sotto forma di cooperazione operativa istituzionalizzata!.

I comuni, tra di loro molto diversi per appartenenza politica, si sono uniti a costo zero per puntare in modo particolare sullo sviluppo di un turismo accessibile per facilitare attività ecologiche e sostenibili e di beneficio socioeconomico. Attenzione all’agricoltura, al risparmio energetico e a lavoro e occupazione.

area bacino tanaro
[Fonte immagine: Il Piccolo]

Di seguito, nel dettaglio, l’elenco degli OBIETTIVI STRATEGICI COMUNI, indicati dalla Convenzione, che tutti i comuni hanno approvato in sede di Giunta e di Consiglio Comunale.

  • Sviluppare ed incentivare sistemi locali innovativi, anche attraverso la stipula di accordi di partenariato pubblico-privato, applicabili al rapporto tra il mondo della ricerca ed il sistema produttivo locale mediante i quali favorire la nascita e lo sviluppo di start-up innovative e di spin-off di ricerca in grado di trasmettere un beneficio diretto e concreto all’”area”.
  •  Promuovere la creazione di Poli di Innovazione presso strutture locali disponibili e favorire il sostegno alla generazione di soluzioni innovative a specifici problemi di rilevanza sociale mediante l’utilizzo di ambienti di innovazione aperta, quali i Living Labs.
  • Sviluppare ed incentivare sistemi locali innovativi relativamente all’intera filiera produttiva dell’”area” nei settori, agricolo, agro-industriale e forestale, anche attraverso la stipula di partenariati pubblicoprivato, indirizzati a migliorare la sostenibilità ambientale, la protezione del suolo, la prevenzione dei rischi naturali, una redditività sostenibile, il rendimento energetico in tutte le sue forme, ad una migliore qualità e salubrità dei prodotti finiti nonché a valorizzare il patrimonio genetico locale dell’”area”.
  • Ridurre i divari digitali dell’”area” sostenendo ed incentivando azioni di sviluppo delle infrastrutture di connettività, dei servizi infrastrutturali ed abilitanti e stimolando l’utilizzo di ICT nei settori del turismo, dei beni e delle attività culturali, del settore sanitario e delle imprese, anche attraverso la stipula di partenariati pubblico-privato, sviluppando anche nuovi servizi attivabili mediante la crescita di piattaforme integrate interoperabili e la razionalizzazione dei data center, promuovendo contestualmente lo sviluppo di un’ ”area intelligente”.
  • Promuovere nuove strategie ed investimenti incentivando l’uso di nuove tecnologie tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici, attraverso soluzioni che sfruttino le opportunità connesse alla digitalizzazione, al fine di migliorare la sostenibilità e la qualità di vita e di lavoro per cittadini e imprese correlando le infrastrutture materiali delle città e dei territori dell’”Area” con i sui abitanti e migliorando la mobilità, l’efficienza e l’accessibilità dei servizi, l’efficienza energetica, la tutela dell’ambiente, la promozione e la valorizzazione del territorio.
  • Promuovere e rafforzare, anche attraverso il sostegno agli investimenti e all’uso di forme di partenariato pubblico-privato, lo sviluppo e la competitività delle imprese, delle filiere locali, dell’agricoltura, dei sistemi turistici e del turismo, tenendo conto delle tematiche trasversali riferite alla parità di genere, all’occupazione giovanile, alla tutela dell’ambiente, alla promozione dell’energia sostenibile, alla valorizzazione del patrimonio culturale, stimolando anche la diversificazione della base produttiva, sviluppando una “rete di imprese” e sostenendo la promozione e lo sviluppo dell’economia sociale, del no-profit e del terzo settore.
  • Valorizzare i paesaggi ed i paesi rurali inteso quale insieme di azioni volte all’accrescimento del benessere e della competitività dell’“area”, accompagnata da interventi strategici di rafforzamento della dotazione di infrastrutture in tutte le sue forme e di servizi di interesse alle imprese, all’offerta turistica e all’offerta culturale, abbinata anche alla promozione dei prodotti tipici dell’“area” e allo sviluppo dei servizi volti al miglioramento del benessere della popolazione, quali sport e svago.
  • Sviluppare criteri, procedure e sistemi di certificazione di sostenibilità ambientale, di adattamento e di mitigazione dei cambiamenti climatici, del benessere animale, della qualità delle produzioni, della sicurezza del lavoro (anche attraverso la formazione continua delle risorse lavorative e all’uso di forme di partenariato pubblico-privato) e potenziare gli investimenti nelle filiere, agricola, agro-alimentari, forestali, volti al miglioramento competitivo dell’ “area” e delle imprese, alla loro internazionalizzazione e alla loro riconoscibilità territoriale.
  • Promuovere interventi di efficientamento energetico degli edifici e delle strutture pubbliche o a uso pubblico, anche residenziali, ivi compreso le reti di pubblica illuminazione, mediante impiego di pratiche e tecnologie innovative e tramite la diffusione di fonti energetiche rinnovabili orientate all’autoconsumo.
  • Incentivare l’uso di fonti energetiche rinnovabili da parte di soggetti privati, imprese, aziende agricole, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato, al fine di uno sfruttamento sostenibile delle bioenergie e della gestione attiva delle foreste e implementare, anche attraverso il sostegno agli investimenti, l’uso di impianti ad energia solare, mini-idro, mini-eolico, di geotermia, di valorizzazione energetica da reflui zootecnici, di sfruttamento dei residui delle filiere agricole e dell’agroalimentare.
  • Promuovere ed incentivare la creazione di filiere ove gli scarti di un settore possano divenire materia prima per un altro settore, premiare tutti quegli investimenti volti alla riduzione delle emissioni di CO2, di gas climateranti ed inquinanti, sostenere tutte quelle azioni utili a contrastare gli effetti degli squilibri climatici e della qualità dell’aria, incentivare le attività produttive che mirano a ridurre il loro impatto sull’ambiente attraverso nuove fonti di energia, innovazioni tecnologiche, riduzione degli sprechi (green-economy).
  • Incentivare l’uso di pratiche agricole e forestali capaci di determinare un incremento dell’accumulo di carbonio organico del terreno e di produzione di biomassa dai sistemi agricoli forestali.
  • Promuovere e sostenere forme di agricoltura sostenibile attraverso misure agro-climatiche-ambientali e silvo-ambientali, promuovendo anche interventi atti al contrasto del rischio derivante da incendi boschivi e di lotta contro attacchi parassitari.
  • Attuare interventi strutturali volti a contrastare il dissesto idrogeologico conseguente a rischi derivanti da frane, alluvioni ed erosioni, anche attraverso interventi volti alla messa in sicurezza, regimazione ed accumulo dei corsi d’acqua e al loro diverso sfruttamento a beneficio del benessere dell’“area” stessa e da interventi in ambito urbano volti ad aumentare la resilienza delle infrastrutture.
  • Implementare gli interventi volti al mantenimento e al ripristino dei servizi ecosistemici e della viabilità forestale, compreso interventi di realizzazione, manutenzione e ristrutturazione di infrastrutture verdi; favorire ed incentivare la realizzazione di bioparchi e di aree protette per la salvaguardia di specie protette e di corridoi ecologici per la sosta e il passaggio di specie migratorie.
  • Implementare interventi di messa in sicurezza, di miglioramento e di adeguamento sismico degli edifici strategici in ambito urbano-rurale.
  • Incentivare la salvaguardia degli ecosistemi attraverso iniziative volte a sviluppare razze e varietà agricole tradizionali dell’“area” promuovendo, anche, lo sviluppo di protocolli di gestione, di qualità e di garanzia, certificabili da specifico marchio o denominazione.
  • Migliorare la quantità e qualità dei servizi ambientali segnatamente alla produzione e alla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche attraverso l’innovazione dei processi produttivi ed al recupero dei siti inquinati di proprietà pubblica o a uso pubblico.
  • Migliorare il servizio idrico integrato e la qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei volto ad ottimizzare l’efficienza e la qualità del servizio offerto, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato.
  • Razionalizzare le disponibilità idriche in agricoltura attraverso investimenti infrastrutturali irrigui di dimensione interaziendale e consortile, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblicoprivato. Implementare, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato, gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico, sia in ambito urbano sia in aree rurali, volti al miglioramento e al recupero della biodiversità, all’accrescimento dei servizi ecosistemici ed a una fruizione sostenibile con particolare riguardo alle infrastrutture verdi, ai sistemi agricoli, ai paesaggi agricoli ed ai loro borghi, alle pratiche agricole sostenibili.
  • Recuperare e valorizzare le risorse naturali, paesaggistiche, culturali e del turismo, al fine di migliorare la capacità attrattiva dell’“area”, ivi compreso i centri rurali, favorendo altresì lo sviluppo di reti di imprese, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato, in grado di proporre un prodotto turistico unitario ed innovativo dell’ “area” e che includa investimenti volti alla crescita delle risorse disponibili, di implementazione delle infrastrutture e dei servizi, grazie anche all’impiego di tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies) in grado di ottimizzare la fruizione delle risorse e l’accessibilità ai servizi.
  • Implementare la varietà dei servizi offerti, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblicoprivato, quali accessibilità, viabilità ciclopedonale e servizi connessi, capacità di accoglienza, intrattenimento, comunicazione, attività di marketing strategico e attraverso iniziative culturali di valorizzazione del territorio, incentivando anche i privati e le imprese al recupero delle strutture disponibili dismesse o non più utilizzate al fine di aumentare la capacità ricettiva dell’”area” stessa, favorendo la formazione di un modello ricettivo come l’Albergo Diffuso.
  • Potenziare le infrastrutture e i servizi di mobilità collettiva sostenibile, di mobilità pubblica, di mobilità ciclistica e di infomobilità, favorendo lo sviluppo della mobilità in ambito urbano-rurale dell’”area” e di collegamento con i Poli Urbani attraverso interventi infrastrutturali a percorrenza veloce, incluso il potenziamento di parcheggi di interscambio per l’integrazione modale e la razionalizzazione dei flussi.
  • Sviluppare accordi di partenariato pubblico-privato, volti a stimolare la partecipazione del capitale privato nello sviluppo e nell’implementazione di interporti e per determinate opere in ambito retroportuale quali terminal intermodali.
  • Stimolare ed incentivare l’offerta formativa di qualità, specialmente di tipo tecnico professionale, valorizzando l’alternanza istruzione-formazione-lavoro.
  • Sostenere programmi finalizzati a stimolare l’offerta di posti disponibili per giovani e a supportare le imprese nell’utilizzo degli strumenti volti a valorizzare la componente formativa professionalizzante in raccordo con i sistemi di certificazione delle competenze.
  • Attuare interventi integrati di politica attiva, passiva e di sviluppo industriale e territoriale.
  • Incentivare la diversificazione delle attività economiche nelle aree rurali ed intermedie, favorendo la creazione di piccole e medie imprese in attività extra-agricole in grado di creare occupazione aggiuntiva nonché favorire lo sviluppo di attività per servizi di assistenza all’infanzia e agli anziani e per servizi alle persone, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato.
  • Promuovere interventi di inclusione attiva realizzati attraverso il rafforzamento dell’economia sociale, la promozione della responsabilità sociale d’impresa (anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato) e  favorire il coinvolgimento degli enti del terzo settore al fine di rafforzare i servizi nei settori sociale e sanitario e di assistenza alla persona.
  • Migliorare ed implementare l’offerta e la qualità dei servizi di cura dell’“area” rivolti a persone con limitazioni dell’autonomia, migliorare i servizi socio educativi per l’infanzia e di assistenza agli anziani, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato.
  • Potenziare, nell’“area”, la rete infrastrutturale sociosanitaria e sanitaria non ospedaliera, i servizi sociosanitari, i servizi di base e di assistenza agli anziani, anche attraverso l’utilizzo di forme di partenariato pubblico-privato.
  • Migliorare ed arricchire l’offerta formativa e educativa agevolando anche la mobilità, l’inserimento e reinserimento lavorativo, al fine di accrescere le competenze della forza lavoro, implementando il sistema degli standard formativi, di riconoscimento e di certificazione delle competenze.
  • Riqualificare gli istituti scolastici e formativi per migliorare le condizioni di sicurezza, l’efficientamento energetico, l’attrattività degli ambienti, la fruibilità da parte dell’utenza disabile, anche attraverso l’implementazione della viabilità locale e interventi di nuova costruzione volti ad accrescere il bacino di utenza.
  • Implementare gli interventi di digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, anche attraverso l’introduzione di sistemi di e-procurement, per migliorare la qualità dei servizi erogati nell’ “area”.
  • Rafforzare la digitalizzazione dei sistemi informativi per creare un’interoperabilità ed integrazione dei dati e dei processi digitali, con particolare riferimento al settore turistico e al settore culturale, tale da garantire agli operatori di sviluppare una progettualità di rete intelligente dell’“area” stessa.