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Fratelli d’Italia Asti su Israt e Avviso Pubblico: “Da altre parti solo tante ideologie”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Luigi Giacomini, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale di Asti, a nome del gruppo consigliare.


Noto dagli organi di stampa che alcune forze di opposizione si stanno mobilitando principalmente su due provvedimenti che hanno come unica ragione quella di far risparmiare i cittadini astigiani e senza alcuna rinuncia a servizi a loro resi.
I due provvedimenti sono:
1 – il decidere di riportare il contributo del Comune di Asti a quanto è effettivamente previsto dalla normativa all’ISRAT
2 – il secondo è il recesso dall’associazione “Avviso Pubblico”.
Vorrei fare due valutazioni scevre da pregiudizi e ideologia su entrambi i punti.

ISRAT
Sull’ISRAT, che è istituto con estensione provinciale, il Comune di Asti è obbligato dalla convenzione sottoscritta al pagamento di €23mila circa (più precisamente per 44.550.000 di vecchie lire), così come si può verificare dal sito dell’ISRAT. Il fatto che oggi si spenda praticamente il doppio, è dovuto a una scelta della passata amministrazione comunale PD che, da una parte ha confermato con Brignolo Presidente della Provincia, la diminuzione dei contributi della Provincia all’ISRAT e dall’altra ha caricato sui soli cittadini di Asti i costi che erano di tutta la Provincia.
Il voler tornare alla spesa originaria, come correttamente fa una amministrazione oculata, è solo una giusta tutela dei soldi di tutti i cittadini.
Dalla tabella dei contributi che ogni comune aderente si è obbligato a pagare appare inoltre chiaro che, anche scendendo alla quota originaria, il comune di Asti si sobbarca comunque di più della metà dei costi (totale 77milioni di vecchie lire con il comune che mette 44,5milioni circa). Chi oggi si lamenta di un attacco alla democrazia e alla resistenza, farebbe bene a farsi due conti e magari a portare nei rispettivi consigli comunali una delibera di aumento dei rispettivi contributi per arrivare almeno proporzionalmente al pari delle spese sostenute dal Comune di Asti.

Magari potrebbe chiedere agli altri comuni della provincia di mettere una quota. Più di 60 comuni non presenti in convenzione per 500€ di media l’uno, potrebbero arrivare addirittura a 30mila€, somma superiore alla decurtazione in discussione al comune di Asti.
In ogni modo tutti i cittadini, di Asti e provincia, possono verificare l’attività svolta dall’ISRAT accedendo al suo sito internet e valutare se i circa 60mila€ sino adesso spesi in buona parte dal Comune di Asti sono giustificati oppure no.
La politica è opinione, la matematica un po’ meno e in un periodo dove i cittadini pagano sempre più tasse, tutti dovrebbero metterci del loro per risparmiare e cercare contributi altrove.

AVVISO PUBBLICO
Sentire delle critiche all’operato di questa amministrazione in tema di legalità e trasparenza è veramente un non senso. Prima della giunta di cui Fratelli d’Italia fa parte, non esisteva un regolamento sulla trasparenza, azione realizzata dal Vice Sindaco Marcello Coppo quando aveva la delega alla trasparenza. Non esisteva nemmeno un sistema di gestione e controllo in quanto smantellato dalla passata giunta PD, con le conseguenze note sul teleriscaldamento. Essere iscritti a una associazione per pagare una quota di iscrizione e non ricevere alcun servizio utile ma solo per avere una etichetta è un bell’atteggiamento da radical chic, che parlano tanto a Capalbio ma operano a Bibbiano.

Correttamente all’Amministrazione di centrodestra non interessa una etichetta ma solo i fatti e il fatto più lampante è che il comune di Asti si sia costituito parte civile nel processo contro la ‘ndrangheta che si sta celebrando presso il Tribunale di Asti. Meglio spendere in azioni concrete che tutelino veramente il Comune e con esso i cittadini invece che in una tessera che non porta un granché.
Penso che queste riflessioni siano basate su premesse concrete, da altre parti vedo tante ideologie.

Giacomini Luigi, capogruppo Fratelli d’Italia
Cirone Federico consigliere comunale
Bassi Paolo consigliere comunale