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Movimento 5 Stelle Asti: “La gestione del Palio del sindaco Rasero? Un fallimento”

A distanza di quasi due mesi dall’edizione 2019 del Palio di Asti, il Movimento 5 Stelle ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla manifestazione più importante ospitata dalla nostra città.

“Non abbiamo affrontato il tema del Palio sino ad adesso per poterlo fare con in mano dei documenti” è la premessa di Massimo Cerruti per poi proseguire “Non abbiamo mai ritenuto Rasero un sindaco all’altezza, ma almeno sul Palio pensavamo potesse meritare fiducia, invece anche su questa tematica non si è dimostrato tale. Il comportamento del sindaco è sbagliato su due piani: nel metodo e nel merito.”

Cerruti spiega cosa intende: “Sbagliato nel metodo: è chiaro a tutti che il Palio di Asti con questa amministrazione si è trasformato nel Palio del sindaco, nel suo giocattolino, un protagonista che crea un clima negativo intorno a questa manifestazione con le due dichiarazioni avvenute prima, durante e dopo la corsa con uno scaricabarile nel dare la colpa a tutti (un anno al maltempo, quest’anno i comuni) tranne che a lui. Nonostante la capienza ridotta delle tribune rispetto allo scorso anno, c’erano ancora seggiolini vuoti; e poi i comuni declassati, usati come intrattenimento tra le due batterie e la finale, quella vera che doveva andare in diretta Rai. E’ stato un clima che non ci è piaciuto, che un sindaco non deve alimentare, il Palio è una festa, deve essere condivisa tra tutti i protagonisti della manifestazione. Infine anche il tentativo di depotenziare l’organo che deve decidere sul Palio, come è successo con il consiglio la scorsa settimana.

Questo è per quanto riguarda il metodo, che è importantissimo, è tutto; se invece entriamo nel merito andiamo a vedere che cosa ha prodotto questa amministrazione nei confronti del Palio. Non vogliamo alimentare ulteriori discussioni che intorno al palio possono essere di ogni natura, noi vogliamo guardare la realtà in maniera oggettiva: è assolutamente lecito che un sindaco voglia portare migliorie alla manifestazione, ma va fatto in modo democratico e poi fermarsi ad analizzare i risultati. Noi abbiamo fatto un accesso agli atti su cosa è successo dai punti di vista dei numeri nel Palio 2019 e li abbiamo confrontati con i precedenti cinque anni dal 2014 al 2018, ed analizzando i dati abbiamo avuto conferma di quanto pensavamo.

Quattro sono stati i dati presi in considerazione per ogni anno: biglietti venduti, incasso, costi totali e risorse del comune. Cosa è emerso? Che dal 2014 al 2017 si è verificato un trend in crescita con i biglietti venduti che sono passati da 4653 del 2014 ai 5288 del 2017, primo palio con Rasero sindaco, ma ereditato in quanto insediato solo a luglio, poi sensibile calo nelle due edizioni successive (4857 nel 2018 e 4783 nel 2019). Ovviamente l’incasso va pari passo con i biglietti venduti e così dai 198mila del 2014 si arriva sino agli oltre 220mila del 2017, per poi scendere ai 209mila del 2018 e ai 205mila del 2019. Calo che secondo noi è imputabile alle modifiche alla manifestazione volute dal sindaco.

Per quanto riguarda i costi si nota una tendenza di costanza dal 2014 al 2018 (circa 450mila nel 2014, 2015 e 2018, quasi 460mila nel 2016 e 2017), mentre quest’anno sono saliti a 478mila. L’ultimo indicatore sono le risorse che mette il comune di Asti nella manifestazione, che sappiamo benissimo costare di più di quello che si incassa. Nel 2017 il comune ha messo 166mila, nel 2018 quasi 169mila e quest’anno quasi 176mila, anche grazie ai 18300 euro messi dalla Banca di Asti, che per la prima volta ha deciso di mettere dei soldi nel Palio; da non confondere invece con il contributo annuale messo dalla Fondazione CrAsti, confermato anche quest’anno.

Numeri che parlano chiaro e non poteva stare zitti, soprattutto dopo quello che ha fatto il sindaco il giorno dopo il Palio quando ha invaso tutti gli organi di comunicazione per dire, testuali parole: “C’è un unico modo per definire l’edizione 2019 del Palio di Asti: senza se e senza ma, uno strepitoso successo”, quasi voler togliere ogni spazio di replica ben sapendo la realtà dei fatti. Noi non abbiamo replicato allora, ci siamo documentati ed ecco i dati oggettivi” conclude Massimo Cerruti.

“Dopo il fallimento della gestione del Palio noi chiediamo al sindaco di prendere coscienza di questi dati e di fare un bagno di umiltà e queste due cose: modificare il proprio comportamento nei confronti dei vari attori del Palio, perchè il suo atteggiamento ha creato un danno, e di ritornare sui suoi passi, riportare il Palio alla terza domenica di settembre e alla formula delle tre batterie e la finale, perchè le modifiche fatte da lui hanno fatto male alla manifestazione. Fatto questo si può parlare di modifiche, in modo democratico e condiviso e con un equipe di persone veramente esperte, per migliorare questa manifestazione che dovrebbe rilanciare la città invece anche dal punto di vista turistico rileviamo una sofferenza con un calo del 12% di pernottamenti tra il 2017 e il 2018, trend negativo confermato anche per i primi nove mesi del 2019” concludono i pentastellati astigiani.