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“La Cantata del Caffè” al Palco 19 di Asti: musica e teatro per dare colore alla pediatria

Teatrosolarte Arte e Solidarietà in collaborazione con Comune di Asti, Aso Asti Sistema Orchestra e Officina LS, sabato 12 ottobre al Palco19 via Ospedale 19 Asti porteranno in scena due opere buffe “La Cantata del Caffe” di J. S. Bach e “La Serva Padrona” di G.B. Pergolesi con una parte recitata dalla Compagnia Teatro degli Erranti.

Il tutto per il progetto “Dona un Sorriso” a sostegno di “Diamo colore alla Pediatria”.

L’iniziativa oltre ad avere uno scopo benefico cerca di promuovere, tramite questi giovani musicisti e cantanti, l’opera buffa che poco rappresenta ma che vanta tanti estimatori.

Con “Dona un sorriso” Teatrosolarte Arte e Solidarietà svolge senza scopo di lucro attività per la diffusione la promozione e lo sviluppo della cultura della creatività terapeutica finanziando progetti di terapia ricreativa ludica e didattica indirizzata a bambini affetti da patologie psicofisiche.

Il progetto è finalizzato ai bambini ospedalizzati che grazie al materiale donato continuano la loro attività di studio e gioco anche durante i loro lunghi ricoveri ed a supporto delle famiglie. Donando nei reparti pediatrici ed in strutture materiale scolastico/ludico, laboratori di recitazione e di modellazione dell’argilla e creta, giochi e libri

Sono molti i benefici della terapia ricreativa, aiuta i bambini a superare la paura il dolore e combattere lo stress permettendo all’organismo di ricevere meglio le cure. L’obbiettivo è far sì che il bambino attraverso il gioco stimoli la creatività e la socializzazione migliorando lo stato di benessere e di conseguenza l’effetto delle cure. Teatrosolarte è presente con le sue attività presso reparti pediatrici dei maggiori ospedali.

Programma della serata

“Kaffeekantate”, mai senza caffè di J.S.Bach -Orchestra Aso diretta dal Maestro Fabio Poggi

La trama della cantata è certamente originale e avanti sui tempi – siamo intorno al l 732 – anche in temi femministi. Narra infatti la storia di una ragazza che viene rimproverata di continuo dal padre perché non può fare a meno del caffè. Il narratore presenta il signor Schlendrian, che si lamenta della figlia disobbediente Lisetta e le chiede di smettere di bere caffè. Lei nega, afferma che senza una tazza di caffè ogni giorno diventerebbe una “prugna rinsecchita” e nell’aria seguente elogia un caffè che è “più dolce di un migliaio di baci”. Suo padre la minaccia che se non smette di bere caffè, le proibirà le passeggiate e non le comprerà più abiti alla moda e nastri per cappelli. Lisetta risponde che farà a meno di tutto pur di continuare a bere il suo caffè. Alla fine il padre giunge a minacciarla di non permetterle di sposarsi. Lisetta allora cambia idea, promette di non toccare più il caffè e chiede a suo padre di andare lo stesso giorno a cercarle un corteggiatore. Il narratore spiega che mentre il padre è andato in città per cercare un corteggiatore per la figlia, Lisetta fa segretamente pubblicare che accetterà solo chi prometterà, e anche stipulerà nel contratto di matrimonio, che lei potrà fare il caffè ogni volta che vuole. Alla fine, tutti cantano insieme che “proprio come un gatto non smette mai di prendere un topo, le ragazze non smetteranno mai di bere il caffè”, proprio come fanno le loro madri e nonne.

“Scacco allo smacco” divertenti gags comiche recitano “Compagnia Teatro degli Erranti a cura del Associazione Culturale Officina Ls e Mario Li Santi”.

“La Serva Padrona” Opera buffa di G. B. Pergolesi Orchestra ASO diretta dal Maestro Fabio Poggi

Un ricco e attempato signore di nome Uberto ha al suo servizio la giovane e furba Serpina che, con il suo carattere prepotente, approfitta della bontà del suo padrone. Uberto, per darle una lezione, le dice di voler prendere moglie: Serpina gli chiede di sposarla, ma lui, anche se è molto interessato, rifiuta. Per farlo ingelosire Serpina gli dice di aver trovato marito, un certo capitan Tempesta, che in realtà è l’altro servo di Uberto (il muto Vespone) travestito da soldato. Serpina chiede a Uberto una dote di 4000 scudi; Uberto, pur di non pagare, sposerà Serpina, la quale da serva diventa finalmente padrona.