Lettere al direttore

Interrogazione di Uniti si può: l’Asl di Asti avvierà un progetto di riorganizzazione dei percorsi chirurgici?

Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione con cui il gruppo consigliare di minoranza Uniti si Può chiede informazioni in merito ad un possibile progetto di “riorganizzazione dei percorsi chirurgici” dell’Ospedale Cardinal Massaia secondo il “concetto di intensità di cura” che la Direzione ASL AT potrebbe avviare.

Di seguito l’interrogazione

PREMESSO CHE:

  • risulta ai Consiglieri interroganti che la Direzione Asl Asti abbia discusso con le Organizzazioni Sindacali l’ipotesi di un progetto di “riorganizzazione dei percorsi chirurgici” dell’Ospedale Cardinal Massaia secondo il “concetto di intensità di cura”;
  • l’ “intensità di cura” è un concetto legato all’offerta di prestazioni di natura curativa strettamente correlato al concetto della “complessità assistenziale”;
  • non si tratta di una sperimentazione che potrebbe essere avviata della Asl di Asti come capofila, dal momento che, da almeno dieci anni, sono praticate in Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e anche in talune strutture torinesi;
  • non è noto se tale progetto o bozza di progetto sia stato presentato o sia conosciuto dai vari soggetti che per il ruolo rivestito rappresentano le realtà locali e se non lo fosse, ci si augura che la Direzione della Asl Asti presenti e si confronti con tutti gli interlocutori in campo, istituzioni comunali comprese ;
  • questa interrogazione permetterà anche di assumere informazioni in tal senso per poter informare la cittadinanza

CONSIDERATO CHE:
gli interroganti hanno cercato di capire cosa, questa bozza di progetto, prevederebbe e qui di seguito è riassunta:

  • il modello per “intensità di cura” non colloca più il paziente secondo la “patologia principale”, utilizzando gli operatori delle “patologie concomitanti”, ma lo inserisce nel luogo di cura in cui l’intensità di cura per il paziente è più rappresentata;
  • tale modello favorisce una maggiore responsabilizzazione sia del personale infermieristico sia del personale medico
  • le esperienze in corso hanno evidenziato anche delle criticità quali: il fatto che ogni realtà sanitaria ha peculiarità proprie e che i progetti devono quindi risultare flessibili e correggibili in base alle singole specificità; l’informazione del cambiamento deve essere trasparente ed estesa, al fine di consentire a tutto il sistema di accettare il cambiamento; occorre individuare un leader del progetto forte e riconosciuto da tutto il team capace di esprimere una guida centrale che andrà a correlarsi con diffuse responsabilità periferiche
  • in sintesi deve essere garantita una efficiente presa in carico del paziente e del suo percorso di cura
  • l’organizzazione deve essere improntata alla massima flessibilità e integrazione delle competenze, dei livelli di cura e dei volumi di attività
  • i flussi vanno organizzati separando i percorsi “di urgenza” dai percorsi “di elezione” e organizzando l’elezione per complessità e durata delle cure e dell’assistenza con conseguente alleggerimento dei flussi impropri al Pronto Soccorso
  • è necessaria quindi una programmazione costante delle sale operatorie, dei posti letto, dei ricoveri
  • il tutto va poi definito secondo i “livelli di intensità” (alta – media – bassa) considerando quindi: le tecnologie a disposizione, la quantità delle risorse umane, la qualità, competenza e nuova formazione del personale, poiché solo un’adeguata formazione consente la determinazione di un “setting” appropriato: perfetta integrazione fra la valutazione infermieristica sull’assistenza sanitaria necessaria, con la valutazione medica su intensità, tipologia, durata prevista delle cure mediche.

I sottoscritti Consiglieri Comunali interrogano il Sindaco e l’Assessore delegato alla sanità affinché si facciano carico di porre i seguenti quesiti alla Direzione Generale della Asl Asti:

  • se effettivamente sia stata definita una riorganizzazione dei percorsi chirurgici secondo il concetto di “intensità di cure”;
  • se il progetto sia in itinere o sia già stato definito e in quali tempi si prevede di avviarlo;
  • se il progetto prevede la riorganizzazione di tutte le Chirurgie del Massaia: Generale, Ortopedica, Vascolare, Ginecologica, Urologica, Oftalmica, Otorino e Maxillo facciale;
  • se il progetto avrà carattere sperimentale e per quanti anni;
    come saranno organizzati i flussi al fine di separare le Urgenze, dagli interventi programmati al fine di alleggerire il P.S.;
  • come si intende garantire una programmazione costante delle sale operatorie, dei posti letto e dei ricoveri in una situazione, come quella attuale, che vede carenze notevoli di medici specialisti e di infermieri di sala con il conseguente rinvio degli interventi di pazienti che devono essere operati;
  • quando sarà avviata l’adeguata formazione del personale al fine di avere, come previsto dalla letteratura, “il tutor medico” e il “tutor infermieristico” previsti dal “concetto di intensità di cura”;
  • come la Asl Asti intende potenziare quantità e qualità dell’offerta territoriale e della Medicina Generale indispensabili per avviare un serio progetto riorganizzativo;
  • risulterebbe non ancora stato avviato un percorso di discussione e confronto su tale progetto al fine di coinvolgere adeguatamente gli operatori;
  • se, non ci sia il rischio che il modello di “intensità di cure” non nasconda l’ennesimo taglio o trasformazione di posti letto dell’Ospedale Cardinal Massaia.

I Consiglieri del gruppo UNITI SI PUO’
Giuseppe Passarino e Michele Anselmo