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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Comunicare la Bellezza: il Castello di Piea

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Circondato da tutto il fascino che contraddistingue le residenze settecentesche, il castello di Piea si staglia austero in mezzo al verde, dall’alto di una collina dalla quale domina le campagne circostanti.

Nato come fortezza medievale e riconvertito in seguito a residenza signorile, il castello presenta saloni imponenti decorati con elementi di grandissimo pregio, tra i quali spiccano i lampadari in vetro di Murano. La Sala da Ballo o Salone Galliari e il Salone Medievale, entrambi affrescati dai maestri Berardino Fabrizio e Giovanni Galliari, costituiscono le principali attrazioni della struttura.

Le prime testimonianze del maniero risalgono all’832, mentre quelle del suo feudo ad una bolla papale del 1154. Inizialmente di proprietà della famiglia De Playa, nel corso degli anni la fortezza fu oggetto di aspre contese tra i Piea e i Roero, contese che si risolsero con la spartizione dei territori tra le due casate nel 1372. Nel 1434 Ludovico Roero, alleato con il Marchesato del Monferrato, riuscirà ad ottenere il pieno controllo del feudo.

Gli scontri tra i feudatari e i signori vicini continueranno per due secoli, fino a che, nel 1687, a seguito delle aspre battaglie che ne avevano gravemente danneggiato la struttura, il Conte Carlo Roero darà inizio ai lavori di restauro del castello. I radicali processi di recupero trasformeranno completamente l’edificio, che da fortezza medievale sarà riconvertito in elegante residenza. A questi anni risale la realizzazione dello sfarzoso Salone Galliari, tra le sale più suggestive della struttura. Ulteriori lavori saranno condotti tra il 1720 e il 1760, in particolare la costruzione dell’atrio e dell’imponente scalone d’entrata, realizzato sulla base di un progetto dello Juvarra, e gli splendidi giardini all’italiana, nei quali ogni anno, nel mese di aprile, è possibile ammirare la massiccia fioritura di oltre 40000 bulbose, divenuta celebre come “Manifestazione del Narciso Incantato”.

Nel corso dell’800 il maniero diverrà proprietà della famiglia Della Croce di Dojola, per poi essere venduto a privati che ne faranno sede museale.

Una leggenda vuole il castello infestato dal misterioso fantasma della “Dama Bianca”: l’ultima contessa Roero morta in circostanze misteriose, che passerebbe le notti aggirandosi per la Sala Azzurra.

Ad oggi il castello mette a disposizione i suoi spazi per eventi di degustazioni o celebrazioni. Nelle sale è inoltre possibile visitare le varie esposizioni, tra le quali la mostra di porcellane e quella di abiti d’epoca.

Le tradizioni del Comune si legano al suo patrimonio enogastronomico: la Festa delle Rose a maggio e la Fiera della Zucca di settembre sono le principali ricorrenze del territorio. La seconda in particolare si ricollega ad una lunga tradizione produttiva, che trova nella festività la sua massima espressione.

G.V.

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Si ringrazia per il supporto di “Comunicare la Bellezza II”

Regione Piemonte

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

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